Mercoledì 29 Dicembre 2010

Albino, un anno senza Federica
Solidarietà contro la leucemia

Era la notte di Natale, un anno fa. Una leucemia fulminante si portava via Federica Albergoni. Due giorni prima stava bene, due giorni dopo non c'era più, stroncata da un male arrivato come dal nulla. Aveva solo 19 anni, Federica, e viveva ad Albino.

Ma oggi, in qualche modo, Fefe, come la chiamavano tutti, è ancora qui. Il papà Maurizio e gli amici in suo nome hanno fondato un'associazione che collabora con l'Admo e lavora per dare una speranza a chi lotta con la leucemia. L'impegno è concreto: sono oltre 150 le persone, ad Albino e dintorni, che grazie alla «Federica Albergoni onlus» in questi mesi si sono sottoposte ai test per entrare nella banca dati dei donatori di midollo osseo.

Fefe aveva appena 19 anni. Una famiglia affiatata, gli studi al liceo artistico, un fidanzato innamoratissimo, Francesco Filisetti, coetaneo, con cui programmava il futuro. Poi un malessere improvviso, un mal di testa che diventava forte e la richiesta di Fefe al papà: «Portami al pronto soccorso che mi faccio visitare».

Quello che sembrava niente è diventato tutto. Un aneurisma causato dalla leucemia ha portato via la ragazza nella notte fra giovedì e venerdì, quella di Natale, lasciando una famiglia e una comunità intera attonita. Alcuni mesi dopo la tragedia ad Albino è nata l'associazione che di Federica porta il nome.

Il più concreto modo per aiutare è far sapere che una banca di donatori esiste: basta anche solo un piccolo prelievo per, magari, salvare una vita. «Io non posso donare perché ho più di 40 anni, mentre il test lo può fare chi ha fra i 18 e i 40 anni – dice Maurizio Albergoni –, ma sapesse quanti ragazzi sono arrivati, hanno fatto il passaparola fra loro per dire: ci siamo anche noi». Chi volesse informazioni deve contattare il numero 334.7836355 oppure scrivere a [email protected]

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m.sanfilippo

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