Mercoledì 19 Gennaio 2011

Parre, oggi l'addio a Fausto
Recuperati i suoi sci e lo zaino

Oggi è il giorno dell'addio. Forse il più difficile in una ipotetica quanto inutile scala del dolore. Famigliari, parenti e amici si ritroveranno alle 15 nella chiesa di Parre per l'estremo saluto a Fausto Bossetti, il dirigente della Sesaab rimasto vittima dell'incidente sulla vetta del Pora domenica scorsa.

Un abbraccio che, è facile prevederlo, coinvolgerà tantissime persone, compresi quanti con Bossetti condividevano la passione per la montagna. Tra questi anche i rappresentati del Cai - sodalizio cui lo stesso dirigente era iscritto - che l'altro ieri avevano già reso un primo omaggio al loro compagno di cordata, recandosi presso la camera ardente allestita nell'abitazione di via Roma e restituendo ai famigliari, con un gesto carico di significati, l'attrezzatura recuperata dopo il tragico episodio: sci, bastoncini e zaino.

«È stato un momento struggente – racconta il presidente del Club alpino di Bergamo Paolo Valoti – con me c'era anche Mario Meli (l'istruttore che guidava il gruppo di scialpinisti al quale Bossetti era stato assegnato nella prima uscita del corso di base, ndr) e assieme abbiamo incontrato i figli (Marco e Sara, ndr) e la moglie Enrica. Ci siamo trovati di fronte una famiglia sconvolta ma forte alla quale abbiamo cercato di restituire per quanto possibile gli ultimi frammenti della vita di Fausto; una cronaca minuta che nulla toglie purtroppo al dolore, ma che forse aiuta a comprendere la fatalità e l'ineluttabilità di quanto è accaduto».

Bossetti era infatti un uomo misurato: «La dimostrazione – conclude Valoti – proprio dall'attrezzatura appositamente acquistata per il corso. Un'attrezzatura di qualità ennesima conferma del suo modo di affrontare la montagna estremamente prudente e consapevole». Non è bastato. A volte il destino prende strade del tutto imprevedibili.

e.roncalli

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