Mercoledì 26 Gennaio 2011

Hinterland, è boom demografico
Residenti triplicati in 50 anni

Se la città dà piccoli segni di risveglio demografico, i paesi della corona attorno, i paesi dell'hinterland, non si sono mai addormentati. È notizia di ieri che Bergamo si è riportata a quota centoventimila abitanti, dopo lunghi anni. Di fatto l'evoluzione della città, dal punto di vista della popolazione, è statica: nell'ultimo mezzo secolo il numero di abitati è rimasto pressoché stabile. Ciononostante la realtà demografica e sociale di Bergamo città è cambiata sostanzialmente a causa dell'esplosione della corona di paesi che la circonda, esplosione demografica che ha portato in poco più di mezzo secolo i residenti da 94 a 236 mila: un incremento del duecentocinquanta per cento.

Un boom che ha trasformato Bergamo da una tranquilla città di provincia nel cuore di una piccola area metropolitana, costituita da tanti centri nevralgici collegati fra loro da superstrade, linee urbane di autobus e anche dal tram che va verso la Val Seriana. Mentre nel 1951 tra città e provincia si superava di poco i duecentomila abitanti, oggi siamo oltre i trecentocinquantamila residenti.

Le dinamiche sono note. Lo sviluppo del comune di Bergamo si è arrestato negli anni Settanta sostanzialmente per la scarsità di aree edificabili e per i prezzi elevati delle abitazioni. Avendo scartato l'ipotesi di uno sviluppo edilizio verticale (grattacieli, palazzoni oltre i dieci piani), la città ha dovuto fare i conti con un territorio limitato che poneva esigenza di sviluppo equilbrato, di verde, di servizi. I comuni limitrofi avevano a disposizione grandi spazi verdi considerati sempre meno rilevanti dal punto di vista agricolo. Tanti contadini se ne erano già andati, diretti verso le fabbriche bergamasche e milanesi.

I terreni agricoli, acquistati a prezzi modici, sono stati trasformati in zone residenziali: prima piccoli condomini, poi villette e villette a schiera, quindi di nuovo piccoli condomini. Il prezzo abbordabile, la vicinanza del verde, la necessità della casa hanno attirato verso questi paesi famiglie giovani provenienti dalla città e famiglie provenienti dalle zone marginali della provincia. Risultato: l'esplosione demografica. E non soltanto.

Nei paesi di corona si è verificato anche un boom di industrie e imprese commerciali al punto che nel 1961 i paesi di corona della città, verso la pianura, davano lavoro a settemila e cinquecento persone mentre nel Duemila i posti di lavoro erano arrivati a trentunomila (Azzano, Curno, Gorle, Grassobbio, Lallio, Orio, Pedrengo, Seriate, Stezzano, Treviolo). Industria, artigianato, servizi. L'aeroporto, i grandi centri commerciali alle porte della città. Si può affermare che i paesi dell'hinterland si siano assunti il compito di ospitare lo sviluppo mancato della città.

Leggi di più su L'Eco di Bergamo di mercoledì 26 gennaio

e.roncalli

© riproduzione riservata