Giovedì 24 Febbraio 2011

Il PdL: «Sul federalismo municipale
dal Pd soltanto conti della serva»

Le critiche del PD cittadino al federalismo municipale? «Nient'altro che conti della serva, per di più sbagliati»: a ribattere è il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio Comunale Giuseppe Petralia.

Che prosegue: «Vedo che oggi c'è un gran fiorire di analisi finanziarie più o meno corrette, e non potrebbe essere altrimenti – afferma –. Ora, tralasciando le imprecisioni e le contraddizioni (spesso in seno alla Sinistra stessa, che ogni giorno sforna dati diversi a seconda di ciò che gli fa più comodo), i continui attacchi alla riforma federale fanno pensare a una scarsa lungimiranza».

Secondo Petralia, infatti, il nuovo assetto dello stato produrrà cambiamenti importantissimi per il nostro Paese: «Il federalismo è stato usato più o meno correttamente come slogan, sia per attaccarlo che per esaltarlo – argomenta –. Ma trincerarsi dietro le bandiere è sintomo di scarsa serietà. Un'analisi corretta, che parta dai reali meccanismi di gestione della cosa pubblica, non può che arrivare a una sola conclusione: il federalismo non è che un modo per responsabilizzare politici e amministratori, a regime farà strage di incapaci e corrotti, perché i cittadini avranno un'arma potentissima contro chi spreca il denaro pubblico. A trarne vantaggi, in termini di risorse, sarà certo il Nord, ma l'effetto positivo si sentirà ancor più al il Sud, che potrà avviare il proprio “rinascimento”».

Non cogliere le conseguenze della riforma («che sicuramente dovrà passare al vaglio della prova dei fatti, con un doveroso periodo di assestamento onde apportarvi i correttivi necessari») significa una cosa soltanto: «Politicamente si rischia di dare l'idea di guardare poco lontano dal proprio naso. Scagliarsi contro il federalismo solo perché l'ha fatto qualcun altro è poco sensato. I sindaci del Centrosinistra anelano al federalismo quanto gli altri: se il PD vuole usarlo come arma lo faccia, ma sta perdendo un'occasione importante per contribuire al cambiamento», conclude Petralia.

a.ceresoli

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