Venerdì 25 Febbraio 2011

Sea: la proposta di Milano
è creare una holding con Sacbo

La parolina «fusione» in sé e per sé sarebbe bandita, anche perché a queste latitudini fa venire in mente la fine di Bas, la multiutility prima incorporata nella bresciana Asm e poi dopo il matrimonio con la milanese Aem diluita in A2A, della quale Palafrizzoni ora detiene un assai poco rappresentativo 1,968 per cento. Che comunque assicura un certo qual dividendo annuo.

Per immaginare un nuovo possibile rapporto tra Sacbo, società che gestisce lo scalo di Orio, e la milanese Sea (che oltre a controllare Linate e Malpensa detiene il 30,98 per cento della stessa Sacbo) la parola chiave sembra piuttosto essere «integrazione». Niente incorporazione del più piccolo nel più grande (leggi Sacbo in Sea) ma una forma diversa di collaborazione più stringente. Una holding, dove comunque alla fine le dimensioni contano, eccome.

La proposta è nota ai soci bergamaschi, considerato che già nel luglio scorso ci sono stati diversi incontri con esponenti Sea. In quel frangente il fronte del «no» era sembrato compatto e quasi totalitario, ma nelle scorse settimane qualche distinguo ed emerso. Tutti restano contrari alla fusione tout court (comunque non all'ordine del giorno), ma sull'ipotesi di una holding c'è chi è pronto a discuterne. Per esempio la Provincia, ma anche il Credito Bergamasco.

In sostanza la proposta di Sea prevede una holding comune tra i soci di Milano e Bergamo: una newco dove far conferire le proprie partecipazioni e che acquisirebbe il controllo delle società operative. Una per lo scalo di Orio e l'altra per Linate e Malpensa. In pratica delle «piccole» Sea e Sacbo, flessibili e operative, ma unite strategicamente nella holding.

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m.sanfilippo

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