Lunedì 28 Febbraio 2011

Yara, investigatori al lavoro
sulle immagini a circuito chiuso

È una difficile ricerca quella che gli inquirenti devono compiere sulle molte ore di immagini acquisite dalle telecamere della zona in cui, sabato pomeriggio, è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio.

Il campo incolto alla periferia di Chignolo d'Isola in cui sono stati trovati i resti, infatti, si trova al limitare di una grande azienda metalmeccanica, che dispone lungo tutto il perimetro di diverse telecamere. Sabato pomeriggio, nelle immediatezze del ritrovamento, gli investigatori hanno contattato i titolari e i responsabili della sicurezza per scaricare i filmati. Molte ore di registrazioni, tutte quelle disponibili risalendo indietro nelle settimane e che per fortuna, secondo indiscrezioni, l'azienda aveva a disposizione.

La strada asfaltata in cui sorgono le grandi ditte che si trovano non lontano dal luogo del ritrovamento, via Bedeschi, che sfocia proprio nei campi dove sono stati trovati i resti, è praticamente videosorvegliata da un lato e dall'altro proprio per la presenza di queste attività commerciali. Però le telecamere, quasi tutte, guardano verso l'interno o verso i cancelli perimetrali, dato che ovviamente sono state pensate in funzione anti intrusione, e non per il controllo del territorio.

Tra le telecamere della «Rosa & C.», però, ce n'è una, quella che si trova sopra gli uffici, all'incirca davanti al cancello carraio, che, dovendo inquadrare l'ingresso, proietta il suo sguardo in direzione della strada antistante. È proprio sulle immagini che provengono da questa telecamera che si concentrano le attenzioni degli investigatori, nella speranza di notare qualche passaggio «significativo», intendendo probabilmente l'auto di qualche personaggio già rientrante nella rosa dei possibili sospettati.

Un ago in un pagliaio, apparentemente, dato che, almeno nel fine settimana, la zona è presa d'assalto da centinaia di giovani che si dirigono nella vicina discoteca per passare la serata.

a.ceresoli

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