Martedì 01 Marzo 2011

Yara, prime indiscrezioni
Nessun segno evidente di violenza

Aspettando da Milano gli esiti dell'autopsia, le indagini si concentrano proprio sulla zona industriale di Chignolo d'Isola vicino alla quale si trova il campo incolto del ritrovamento del cadavere di Yara. La principale domanda cui i periti anatomopatologi dovranno rispondere è se il corpo di Yara si sia decomposto nel luogo in cui è stato trovato oppure no.

Si tratta di un particolare fondamentale per capire se la 13enne sia stata abbandonata subito dopo l'omicidio o in un secondo momento. L'esame principale che serve ad accertare la dinamica della morte è quello dell'analisi dell'humus, ovvero del terreno, sul quale i resti poggiavano nel luogo in cui sono stati trovati, un campo incolto, fangoso, esposto alle intemperie, lo scenario ritenuto più complesso tra tutti quelli possibili dagli esperti che si occupano dell'analisi dei resti umani.

Non a caso l'autopsia, alla presenza degli inquirenti, a Milano, è proseguita e si è conclusa nella scorsa notte. Le analisi anatomopatologiche continueranno oggi e nei prossimi giorni per ottenere eventuali evidenze di valore investigativo tra i reperti isolati.

Gli altri particolari da precisare con attenzione riguardano anche le lesioni - probabilmente prodotte da un'arma da taglio, non ancora ritrovata - riscontrate in più punti sul corpo di Yara: una - leggera - all'altezza del collo, quattro sulla schiena (due inferte verticalmente nella parte bassa della schiena, una delle quali profonda, e due in diagonale, ma più lievi), una sul polso (forse in un disperato tentativo i difesa), che però sono difficilmente inquadrabili, in parte per l'avanzato stato di decomposizione e in parte per una parziale scarnificazione dovuta anche all'intervento di alcuni animali notturni.

Gli esperti dovranno non soltanto confermare che si è trattato di coltellate, ma stabilirne la forza, il punto di impatto, l'altezza da cui sono stati portati i colpi e se sono stati inferti da un destro o da un mancino e soprattutto se siano stati la causa della morte o meno.

Sul fatto invece che la ragazzina possa essere stata oggetto di una violenza sessuale, le prime indiscrezioni tenderebbero ad escludere questo particolare in quanto il corpo era stato trovato vestito e con la biancheria intima intatta. Naturalmente anche se venisse confermata l'assenza di segni di stupro, questo non potrebbe escludere, in senso generale, che il sequestro e l'aggressione siano stati commessi per quel fine.

Gli slip di Yara sarebbero state trovate sostanzialmente tagliate, ma potrebbe anche essere che siano state lacerate da una coltellata o dalla lunga permanenza del corpo all'aperto. Yara, comunque, indossava gli stessi vestiti che indossava la sera della sua scomparsa: il «bomber» nero (trovato leggermente slacciato), la felpa di Hello Kitty, la maglietta della «Freddy», i pantacollant, e, ai piedi, le «All Star» di colore nero, con il pelo all'interno.

Fondamentali saranno le analisi di laboratorio sui tessuti, come sugli indumenti di Yara e sugli oggetti ritrovati, appartenenti alla tredicenne. Nella tasca del giubbotto, infatti, aveva i guanti neri coi brillantini, con i quali era uscita di casa quel 26 novembre, l'i-Pod, le chiavi di casa e soprattutto la carta Sim e la batteria del suo cellulare.

L'obiettivo è rintracciare impronte digitali o tracce biologiche estranee a Yara, che potrebbero appartenere perciò al suo assassino. Secondo indiscrezioni gli inquirenti disporrebbero già dei profili genetici di 8-10 persone (che sarebbero fra quelle, peraltro numerosissime, già sentite nel corso dei primi tre mesi d'inchiesta) da utilizzare, se sarà necessario, per eventuali comparazioni.

E così, mentre gli inquirenti attendono con ansia i risultati scientifici, compreso ovviamente il possibile isolamento di tracce organiche come saliva, capelli o tracce di pelle, le indagini classiche si concentrano inevitabilmente sulla zona di ritrovamento, un'area agricola prospiciente a una strada asfaltata ai cui lati si trovano diversi capannoni industriali.

Sin da sabato, gli investigatori hanno acquisito le immagini dell'impianto di videosorveglianza dell'azienda proprietaria del terreno in cui è stato fatto il ritrovamento, la Rosa&C Srl. Le telecamere, trattandosi di un impianto pensato in funzione anti-intrusione, sono ovviamente puntate lungo il perimetro dell'impianto industriale e non verso l'esterno. Ma una, secondo quanto si è appreso, quella che guarda il cancello carraio, proietta il suo sguardo proprio sulla strada.

La speranza degli investigatori è che possa aver ripreso qualche auto o qualche movimento sospetto ma per accertare questo è necessario risalire a immagini molto vecchie che comunque, secondo indiscrezioni, sarebbero disponibili. La zona dal venerdì alla domenica sera è frequentata da moltissimi giovani che la utilizzano per appartarsi in coppia o per drogarsi, ed è meta di centinaia di clienti di una nota discoteca della zona che lì parcheggiano prima di andare a ballare.

Gli inquirenti, che si sono trincerati in un riserbo totale, non possono però escludere che chi ha ucciso Yara l'abbia abbandonata in quel luogo semplicemente perchè, frequentandolo, lo conosceva.

Leggi di più su L'Eco in edicola martedì 1° marzo

r.clemente

© riproduzione riservata