Giovedì 10 Marzo 2011

Case troppo vicine
Pedrengo rischia il collasso

Il Comune di Pedrengo dice stop alla cementificazione del territorio. Il paese rischia il collasso, perché se da una parte la popolazione è in continuo aumento, dall'altra l'amministrazione ha constatato un grave deficit nelle infrastrutture a uso pubblico. Attratti dalle nuove costruzioni, sono tanti i nuovi nuclei familiari che si sono insediati a Pedrengo, ma le scuole e i luoghi di aggregazione non offrono spazi sufficienti. Per questo, in sede di Consiglio comunale, sono state approvate alcune modifiche al Piano di governo del territorio (Pgt), al fine di frenare il proliferare di costruzioni troppo ravvicinate fra loro.

Si tratta di un fenomeno che negli scorsi anni ha segnato fortemente l'aspetto del paese: «Oggi il Comune – afferma il sindaco Gabriele Gabbiadini – si trova a far fronte a una situazione preoccupante. Le passate amministrazioni hanno consentito uno sviluppo di grossi volumi in poco spazio. Ci troviamo di fronte a un paese che ospiterà 7.000 abitanti già nel 2015 e sono seriamente preoccupato per i cittadini, che non avranno strutture a sufficienza. È un serio allarme, al quale il Comune dovrà far fronte in modo immediato pensando, tra l'altro, anche alla costruzione di una nuova scuola media».

Con i nuovi provvedimenti sarà riservata una maggiore cura al decoro urbano: «Il tessuto urbano è estremamente disordinato – dice ancora il sindaco Gabbiadini – e queste nuove regole dimostrano la volontà di ordinarlo. L'obiettivo è di evitare di costruire un paese ipercementificato che crea stress ai cittadini».

Modifiche sostanziali per le distanze minime dai confini di proprietà, che sino ad oggi non contemplavano balconi, pensiline, gronde o scale aperte (con sporgenza fino a 1,50 metri), ma che d'ora in poi dovranno essere incluse nella metratura massima consentita (5 metri per i fabbricati a uso privato). Lo stesso principio varrà anche per il distacco tra i corpi di fabbrica facenti parte di un medesimo edificio.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 10 marzo

fa.tinaglia

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