Sabato 19 Marzo 2011

Autovelox truccati nella Bergamasca
Il Comune di Pedrengo: siamo estranei

«Il Comune di Pedrengo si dichiara estraneo alla vicenda degli "autovelox truccati", in quanto sin dalla metà degli anni Novanta la polizia locale opera sul territorio con strumentazione propria». Arriva anche via posta elettronica la dichiarazione del Comune di Pedrengo sulla vicenda
di autovelox in grado anche di registrare una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale e di far piovere quindi nelle casse di Comuni (e nelle tasche dell'amministratore della società che li noleggiava) indebite sanzioni per 11 milioni e mezzo di euro.

«Non è stato recapitato a funzionari o amministratori alcun avviso di garanzia o altro atto giudiziario - prosegue la dichiarazione del Comune di Pedrengo -, non risulta nessun tipo di indagine a carico dell'ente e dei suoi collaboratori e amministratori. Si segnala però un saltuario rapporto di collaborazione datato anni 1991-'93 che consisteva nello svolgimento di servizi sul territorio da parte di una società riconducibile a una ditta di Desenzano la quale ha avanzato, sempre negli anni 90, una sorta di richiesta di risarcimento danni per mancato servizio, nella fattispecie, un comportamento omissivo da parte dell'allora amministrazione comunale. Tale credito è stato più volte avanzato o preteso senza risultato. Si escludono sostanzialmente implicazioni dolose dell'ente in questa inchiesta giudiziaria».

Nella maxi-indagine avviata sulla questione dalla Guardia di finanza di Desenzano del Garda (Brescia), in collaborazione con le Fiamme gialle di Sala Consilina (Salerno) risulterebbero coinvolte 146 amministrazioni comunali. Sotto inchiesta sono finite 558 persone, di cui 367 funzionari pubblici. Le contestazioni, a vario titolo, sono di truffa aggravata, turbata libertà negli incanti, corruzione, frode fiscale, associazione per delinquere, fatture false e bancarotta fraudolenta.

Tre sarebbero stati i Comuni bergamaschi chiamati in causa dagli inquirenti: Bonate Sotto, Palosco e Pedrengo che però ora smentisce. nuovamente dopo che già nei giorni scorsi i tre comuni orobici avevano affermato di non aver mai avuto a disposizione autovelox noleggiati dalla società indagata: la Garda Segnale srl, gestita da D. B., 60 anni, residente a Desenzano del Garda, ritenuto da chi indaga il fulcro di una vicenda che aveva anche guadagnato la ribalta nazionale grazie a un servizio trasmesso su Italia 1 dalla trasmissione «Le iene».

Secondo le indagini della Finanza di Sala Consilina, sarebbero 82 mila le sanzioni contestate illecitamente (per un importo di 11 milioni e mezzo di euro) dal 2004 al 2010, grazie a una cinquantina di autovelox «taroccati» in grado di registrare velocità più alte rispetto a quelle reali. Due soltanto le apparecchiature omologate, utili però per riportare le matricole regolari anche per conto degli autovelox «farlocchi». In questo modo, secondo l'accusa, le contestazioni apparivano lecite e non potevano essere impugnate. Solo che i due apparecchi omologati risultavano operare contemporaneamente in più parti d'Italia.

fa.tinaglia

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