Domenica 10 Aprile 2011

Lo "zio" delle giraffe: "Le aiuto a partorire"

La famiglia Benedetti, proprietaria del parco delle Cornelle, la conosce da 40 anni: per loro ha lavorato per quasi dieci anni, quando era un ragazzino, allo Zoo Nord Italia, negozio di Mozzo che vendeva animali di piccola taglia e mangime per volatili. Poi, quando trent'anni fa è sorto il parco a Valbrembo, ha iniziato a occuparsi anche degli animali e della manutenzione della struttura. Un uomo tuttofare Fulvio Pendezza, 52 anni, di Ponte San Pietro. E un uomo buono. Mani grandi e ruvide, occhi sinceri e quel sorriso da cui traspare timidezza mista a impaccio. Impaccio a parlare di quello che è per lui la normalità: accudire il gruppo più numeroso d'Italia di giraffe raccolte in un parco zoologico. E non è solo questione di nutrirle e pulirle. Lui con le giraffe ci parla: "Non si pensi che sia animale affettuoso - spiega -. La giraffa è pacifica ma anche imprevedibile. Assomiglia molto a un cavallo da corsa: docile e mansueto, è capace per un nonnulla di innervosirsi". Riservato ma dallo spirito ribelle, proprio come il signor Fulvio che mentre ci racconta delle sue giraffe le chiama per nome: solo lui può entrare nel recinto, solo lui può assistere al momento del parto: segue la gestazione, capisce ogni minimo cambiamento nel comportamento della futura mamma e percepisce quando arriva il momento fatidico: "Un'emozione indescrivibile anche perchè capisco che la giraffa accetta la mia presenza, mi autorizza ad aiutarla. E Fulvio i primi di marzo ha dovuto fare gli straordinari: due parti a poche ore di distanza: "Nella notte tra il 6 e 7 marzo sono nate da due mamme diverse due cucciole: Ganda e Anuja". I nomi li scegli lui, e cerca sempre un richiamo all'Africa: "Per ricordare la loro origine, la loro natura, anche se loro non hanno mai conosciuto i grandi spazi del bush". Quasi tutte le giraffe delle Cornelle sono nate in cattività con Fulvio che ha assistito a una decina di parti in questi anni di lavoro come keeper delle giraffe, ossia responsabile della loro gestione. E all'opera assomiglia proprio a uno zio protettivo: appena si avvicina al recinto il branco lo raggiunge, appena va da mamma e cuccioli nessun animale dà segni di nervosismo. Non è la stessa cosa se ad avvicinarsi agli animali sono degli estranei: le giraffe iniziano a scalpitare, a muoversi in modo nervoso, a mostrarsi agitate e a disagio: "Proteggono i loro piccoli. Le giraffe sono animali molto abitudinari e io stesso, dopo tanti anni, sono ripetitivo nei gesti e nei movimenti: non amano la novità e non di certo le coccole. Il loro spirito è ribelle". Come un cavallo da corsa, ripete Fulvio che ha bene in mente come sono le giraffe in libertà: lui in Africa ci è stato spesso per conoscere tutto quello che doveva sapere su questo animale, così come ha imparato dai keeper europei, soprattutto del Nord Europa, i segreti del mestiere. E poi c'è da dire che essere lo "zio" delle giraffe alle Cornelle è un onore: "E' l'animale più amato da Angelo Ferruccio Benedetti, il fondatore delle Cornelle: le ha sempre amate, forse gli ricordano l'Africa - commenta Fulvio -. Basta osservare la casa ideata per loro per farsene un'idea. Una sorta di stalla extra large per permettere alle giraffe di stare al riparo nei mesi freddi e di notte. Poi Fulvio Pendezza si avvicina ancora alla staccionata e le giraffe lo raggiungono. Lui inizia a chiamarle per nome, le saluta. "Niente carezze, solo la mia voce e la musica che durante il giorno piace molto a questo animale". Poi una pausa e un sorriso: "Certo, non si lasciano mai accarezzare, ma quando mi trovo accanto ai cuccioli appena nati, ecco che la mamma me lo concede. E in quel momento, così intimo e meraviglioso, anche lui è ripagato di tutto l'aiuto e della passione che mette ogni giorno nel suo lavoro". E le sue mani grandi e ruvide possono accarezzare la vita appena nata.

fa.tinaglia

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