Le Cornelle compiono 30 anni
Festa con l'Isola di Aldabra

Un pezzo delle Seychelles sbarca a Valbrembo. Aldabra è il nome di un grande atollo dell'Oceano Indiano ed è una delle isole tropicali delle Seychelles. A questa meraviglia della natura è dedicata la nuova area del parco delle Cornelle che sabato 16 aprile festeggia 30 anni.

Un pezzo delle Seychelles sbarca a Valbrembo. Aldabra è il nome di un grande atollo dell'Oceano Indiano ed è una delle isole tropicali delle Seychelles. A questa meraviglia della natura è dedicata la nuova area del parco delle Cornelle che sabato 16 aprile festeggia 30 anni di storia. Proprio per questo speciale compleanno la famiglia Benedetti - che ha ideato e ampliato anno dopo anno il parco faunistico bergamasco - ha voluto aprire una nuova area, privilegiando una specie animale che ha una lunga storia: la «tartaruga gigante delle Seychelles» che proprio ad Aldabra vive e si riproduce. «Abbiamo voluto ricreare un'area dedicata a queste testuggini giganti - spiega Emanuele Benedetti, titolare con la sua famiglia delle Cornelle -. Nel nostro parco ne ospitiamo una quindicina e ora questa nuova struttura sarà tutta per loro». Si tratta di una vera e propria serra di mille metri quadrati, con una temperatura media interna di 25 gradi e il 65% di umidità. Qui è stata ricostruita l'ambientazione tipica delle Seychelles: dalla flora - con palme e ficus giganti - alla fauna: «Oltre alle tartarughe, troveranno rifugio piccoli animali tipici delle Seychelles - continua Benedetti - che provengono da privati che li detenevano in cattività nelle isole delle Seychelles. Quest'area e il progetto di tutelare le tartarughe e sensibilizzare i visitatori sulla salvaguardia delle testuggini e di tutti gli animali in generale - continua Emanuele Benedetti - sono infatti appoggiati dal governo delle Seychelles e su questa nuova zona del parco sono previsti studi e ricerche, proprio come succede per numerose realtà animali delle Cornelle». 




Proprio come ha sempre voluto il padre di Emanuele, Angelo Ferruccio Benedetti, 72 anni, che insieme alla moglie Luigina, 74 anni, ha creduto in questo parco fino al lontano 19 aprile 1981: «Qui hanno iniziato con pochi animali - continua Emanuele -: cammelli, antilopi e leoni, per poi allargare sempre più gli spazi e accrescere la flora e la fauna del parco». La missione resta costante: animali in ampi spazi, salvaguardandoli e educando bambini e adulti al loro rispetto. E così a Valbrembo arrivano le famiglie, gioiscono le scolaresche, si fanno sempre più frequenti i turisti: «Siamo di Mosca, in vacanza a Milano - racconta una coppia con una bimba a seguito -. Da Internet abbiamo scoperto questo parco e abbiamo organizzato questa gita». E lo scalo di Orio, con i voli low cost aiuta: «Il turismo sta crescendo - continua Benedetti -. In quest'ottica la navetta che collega l'aeroporto al nostro parco e l'apertura lo scorso anno dell'hotel "Cornelle". Non parliamo poi della fedeltà delle famiglie bergamasche: c'è chi torna tutti gli anni, chi più volte a stagione». Intanto il parco continua a crescere (nel 2004 la Selva tropicale, nel 2009 l'ambulatorio veterinario e l'area per gli elefanti, nel 2010 la vasca delle otarie), così come gli animali ad aumentare: siamo a circa 600, con 120 specie rappresentate e tanti primati che danno pregio al parco: il primo in Europa a ospitare la tigre bianca, il primo in Italia dove la tigre bianca si è riprodotta, gli unici in Italia ad avere un così vasto numero di giraffe, una quindicina in totale. 








E tra tapiri, leoni, orsi e rospi, le Cornelle vedono un vasto numero di lavoratori che gravitano attorno al parco: «Veterinari, un medico scientifico - continua Emanuele Benedetti -, una ventina di keeper che accudiscono gli animali e diversi aiutanti, oltre ai ricercatori e gli universitari che qui fanno studi». Ora un nuovo traguardo e una nuova area tutta dedicata al mondo tropicale: «Una grande scommessa e un progetto di studio e di tutela ambizioso». Proprio come vuole Angelo Ferruccio Benedetti: da un piccolo negozio di animali a Mozzo negli anni Settanta, ora è circondato da tigri, ghepardi e orsi. E le sue amate giraffe. «In questi trent'anni ho avuto tante soddisfazioni - commenta proprio il fondatore delle Cornelle - e la gioia più grande la vivo ad ogni nuova nascita. E' come se il parco, ogni volta, rinascesse. Sempre più bello».

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