Sabato 16 Aprile 2011

Yara, elettricista già controllato
Il suo telefonino non era in zona

L'indiscrezione era emersa dalla trasmissione Mediaset di Quarto Grado: si era parlato di un elettricista di origine polacca di 37 anni ricercato dalle forze del'ordine perché volatilizzatosi il 27 novembre, giorno dopo la scomparsa di Yara. In realtà non è così.

Il polacco era stato successivamente rintracciato e i tabulati telefonici lo aveva liberato dai sospetti perché il suo telefonino la sera del 26 novembre non era agganciato a una delle «celle» dell'area di Brembate Sopra e dintorni. Non c'è dunque nessun giallo elettricista.

Da quanto è stato raccontato in televisione, l'elettricista aveva lasciato l'albergo di Mozzo dove dormiva con altri colleghi e si era dissolto nel nulla, senza dare più nessuna informazione di sé, né ai colleghi, né agli amici. L'elettricista lavorava a Mapello con altri colleghi di un'azienda polacca incaricata di curare gli impianti per conto di un'azienda di Bergamo.

Con lui una trentina di connazionali: come molti di loro anche P. R. utilizzava un furgone - che è stato associato a quello bianco più volte emerso dalle indagini sul caso di Yara - e frequentava lo stanzino interrato pieno di cavi elettrici del cantiere dell'ex Sobea di Mapello dove i cani molecolari hanno fiutato con insistenza l'odore di Yara.

L'elettricista aveva dichiarato il giorno prima di andarsene che il lavoro mancava e che aveva il desiderio di ritornare a casa. Sembra dunque essersi già smontata l'ennesima pista, data in pasto all'opinione pubblica dalla televisione, sulle indagini di Yara.

Intanto, alcuni extracomunitari di origine marocchina sono stati ascoltati sabato dalla polizia nell'indagine sull'omicidio della piccola Yara. Si tratta di interrogatori di routine, che vedono impegnati gli uomini della «Squadra Yara», costituita da tempo in questura e della quale fanno parte investigatori della Mobile e dello Sco.

m.sanfilippo

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