Maxi operazione anti mafia
Arrestato anche un loverese

Reinvestivano nel nord Italia i guadagni delle estorsioni e del traffico della droga, impiegandoli nella gestione di imprese edili del settore del movimento terra e, in generale, negli appalti pubblici. Tra gli arrestati anche un 50enne loverese.

Reinvestivano nel nord Italia i guadagni delle estorsioni e del traffico della droga, impiegandoli nella gestione di imprese edili del settore del movimento terra e, in generale, negli appalti pubblici. Tra gli arrestati anche un 50enne loverese.

Tra il Varesotto (Busto Arsizio) e Genova avevano costituito da anni delle vere e proprie basi operative, impegnate a gestire gli affari per conto della «casa madre» siciliana, con la quale mantenevano continui contatti e condividevano strategie e decisioni di maggior rilievo.

Con l'operazione «Tetragona» di mercoledì 18 maggio, la polizia di Caltanissetta, Gela, Varese, Genova, le «teste di cuoio» dello Sco e la Guardia di Finanza hanno colpito le ramificazioni nel nord Italia delle famiglie mafiose di Gela (Caltanissetta), riconducibili ai due clan da sempre antagoniste Rinzivillo ed Emmanuello.

Con l'accusa, a titolo diverso, dei reati di partecipazione ad associazione mafiosa, associazione finalizzata al commercio di sostanze stupefacenti, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, incendi, detenzione e porto di armi stamattina 26 persone sono finite in manette tra Sicilia, Lombardia (a Lovere è stato appunto arrestato un 50enne presunto trafficante) e Liguria, mentre per altre 36 i provvedimenti sono state eseguiti in carcere. In totale 62 le ordinanze di custodia cautelare eseguite.

In carcere sono finite persone perlopiù appartenenti a cosa nostra di Gela e tra loro ci sono anche cinque elementi della Stidda gelese, accusati di estorsioni ai danni di imprenditori gelesi. In manette è finito anche un dipendente del Comune di Gela, ritenuto uomo di fiducia degli Emmanuello: informava il clan sugli appalti comunali più lucrosi e riscuoteva successivamente le rate estorsive dagli imprenditori che effettuavano i lavori pubblici per conto del Comune di Gela.

Le indagini - coordinate dalla Dda di Caltanissetta, durate tre anni e svolte con i contributi di diversi collaboratori di giustizia gelesi - hanno evidenziato in Lombardia proprio come gli esponenti dei Rinzivillo abbiano reimpiegato i guadagni illeciti sull'asse Gela-Busto Arsizio, provenienti in particolare dal traffico degli stupefacenti (da Santo Domingo), finanziando attività imprenditoriali attraverso fiduciari compiacenti.

Per quanto riguarda le estorsioni a Gela, un contributo importante alle indagini è stato fornito da 15 imprenditori locali che hanno sfidato la mafia denunciando le intimidazioni subite e le richieste di pizzo. Nel corso dell'operazione sono stati anche sequestrati, a carico degli arrestati, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, tra villini di lusso, patrimoni aziendali, terreni, fabbricati, appartamenti, barche e autovetture.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, originario proprio di Varese, ha parlato di «un'operazione molto importante che ha interessato anche la mia terra» con la quale «è stato sgominato un clan dedito al traffico di droga dal Sudamerica che aveva impiantato delle sedi territoriali importanti a Busto Arsizio e a Genova. È un'altra operazione brillante delle forze dell'ordine a cui va il mio plauso».

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