Martedì 24 Maggio 2011

Castagneta, fiori gialli per Claudia
«Una ragazza dolce e generosa»

«La tua dolcezza e generosità ci accompagneranno sempre». Recita così lo striscione srotolato vicino al sagrato della chiesa di San Rocco in Castagneta. Gli amici di Claudia Manzoni hanno voluto mostrarlo alle centinaia di persone che hanno stipato il tempietto per l'ultimo saluto alla giovane barista morrta domenica scorsa.

La chiesa non ha potuto contenere il fiume di gente - amici e semplici conoscenti - che si è stretto attorno ai familiari della ragazza. Tantissimi hanno sostato all'esterno e lungo la strada che - di fatto - è rimasto bloccata al traffico per circa un'ora.

Gruppi di giovani e motociclisti sono giunti in chiesa indossando una maglietta con la scritta «Ciao Claudia» e dietro il n.46, il numero di Valentino Rossi del quale Claudia era una accanita fan. Sul feretro un cuscino di girasoli e un cappellino di Rossi.

La liturgia funebre è stata presieduta da don Gianluca Brescianini e concelebrata da uno stuolo di sacerdoti, fra i quali Paolo Carrara, Giuseppe Sala, Lucio Carminati, Giuseppe Donghi e Alberto Monaci.

Nel corso dell'omelia don Brescianini ha tratteggiato un profilo di Claudia, le sue passioni per le moto e per l'Atalanta, ma anche la sua dolcezza, al sua voglia di vivere. «Alla tua morte - ha detto il sacerdote - è scattato un fiume di abbracci, quel fiume di relazioni che avevi costruito attorno a te».

Al termine del rito funebre, un giovane è salito sul pulpito per ricordare la grande generosità di Claudia. «Dov'era Dio domenica?», si è chiesto l'amico di Claudia, «Perchè non ha impedito che accadesse quel che è successo». «L'unica risposta - ha continuato - è che Dio era dietro di lei, sul sellino della moto, era con lei quando cantava in curva allo stadio».

Quando la bara è stata portata fuori dalla chiesa per il tragitto al cimitero è scattato un lunghissimo applauso. E nessuno ha potuto più trattenere le lacrime.

e.roncalli

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