Venerdì 01 Luglio 2011

Il Pdl incorona Angelino Alfano:
i commenti dei bergamaschi

Il Popolo della Libertà è di fronte a un punto di svolta: è la sensazione di tutti i bergamaschi presenti al consiglio cazionale del partito, conclusasi a Roma: «C'è la netta impressione – racconta Carlo Saffioti, consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl – di un nuovo grande inizio, con il passaggio di testimone (per quanto riguarda la direzione del partito) da un commosso Silvio Berlusconi a un altrettanto commosso Angelino Alfano». Che, a detta di Saffioti, nel suo intervento «ha saputo toccare mente e cuori».

Centrale, nel discorso di Alfano, proprio il ruolo di un partito, con le sue regole e i propri valori: «C'è stato un forte richiamo a un partito capace di regole e di sanzioni, un partito che deve riaffermare in maniera decisa la propria identità», dice ancora il coordinatore bergamasco. Il quale (con il neo- segretario) sottolinea l'importanza di valorizzare il merito come criterio-guida nella selezione delle candidature.

Solo così il PDL sarà in grado di riprendere il contatto col suo elettorato e di rilanciare il Paese: «Dopo i successi elettorali degli scorsi anni (che ci hanno portato al governo nazionale e di moltissimi enti locali) con la giornata di oggi si è aperta la seconda fase del PDL – afferma il deputato Gregorio Fontana – Questa è l'opportunità di consolidare una struttura di partito capace di realizzare finalmente il sogno di Silvio Berlusconi: costruire per gli anni a venire un partito dei moderati che possa essere il riferimento per la maggioranza degli italiani, che sempre nella loro storia hanno premiato queste posizioni».

Sulla stessa linea, attenta all'identità del partito e al suo futuro nel solco della tradizione popolare europea, è anche l'assessore regionale Marcello Raimondi, per il quale «la nomina di Alfano rappresenta il passaggio da un partito carismatico a un partito democratico». «Il nuovo segretario – continua Raimondi – ha toccato tutte le corde migliori del popolo del PDL, e io credo che il nostro compito sia quello di aiutarlo a concretizzare le speranze accelerando il percorso di elezione diretta degli organi del nostro partito a tutti i livelli, dal più piccolo comune fino alla segreteria regionale. Non nascondo che quella di una costituente dei moderati in vista del PPE è una prospettiva affascinante e che vale il sacrificio che dimostrano tanti militanti del nostro partito».

E allora, accanto alla politica, tante emozioni. Quella data da Alfano è stata una vera sferzata di fiducia, anche per gli esponenti bergamaschi, da tempo in attesa di un segnale di svolta e di rilancio del partito: «C'è molto entusiasmo, soprattutto perché Alfano ha dichiarato che questo deve essere il partito degli onesti – afferma Giuseppe Bettera, capogruppo in Via Tasso – Sono certo che il nuovo volto del PDL sarà apprezzato a livello nazionale e all'estero, e anche a Bergamo». A sottolineare il senso di appartenenza a una identità politica forte e condivisa è anche il vice capogruppo in Consiglio Provinciale Alessandro Sorte: «Dacché milito in questo partito (e sono ormai 11 anni), è la prima volta che vedo un politico che di fronte all'assemblea degli eletti riceve più applausi di Silvio Berlusconi – afferma – È il segnale del valore dell'intervento di Alfano, che è stato interrotto da continue ovazioni, soprattutto nei punti in cui riaffermava i valori del PDL: libertà, meno stato, sussidiarietà». Sorte rimarca anche uno dei messaggi forti del nuovo segretario: «D'ora in poi, questo sarà il partito 100% PDL».

r.clemente

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