Mercoledì 12 Ottobre 2011

I sindacati: Poste Italiane incapaci
Scaricano le colpe sui lavoratori

Il 10 ottobre è partita la consegna dei moduli per il censimento 2011 in tutti gli uffici postali della provincia di Bergamo, come su tutto il territorio nazionale, e ancora una volta Poste Italiane dà dimostrazione della sua incapacità gestionale ed organizzativa.

Scaricando sempre sui lavoratori le proprie inadempienze. Infatti da subito i sistemi di Poste sono andati in tilt obbligando la collettività a sopportare lunghe code agli sportelli degli uffici e disagi di ogni tipo. Le scriventi organizzazioni sindacali avevano già da tempo evidenziato a un tavolo di trattativa regionale i problemi che potevano emergere i primi giorni della consegna dei modelli Istat e avevano chiesto all'azienda il potenziamento in termini di organico degli uffici per garantire un servizio scorrevole.

La risposta aziendale era stata che come sempre era tutto sottocontrollo e che non sarebbe stato necessario alcun intervento aggiuntivo, mentre tutti abbiamo potuto vedere cosa è successo il 10 ottobre: la solita scena di code agli sportelli e persone estenuate dall'attesa che ritornavano a casa senza essere riusciti a consegnare il famigerato modello Istat.

Ricordiamo che proprio in questi giorni e fino al 30 ottobre i lavoratori di Poste Italiane sono chiamati a sostenere una vertenza sindacale indetta dal Slp-Cisl, Uil Post, Confsal e Ugl nazionali che vuole portare risposte vere alla forte carenza di personale che nella nostra provincia sta da oltre un anno compromettendo la qualità dei servizi alla collettività, come la consegna proprio della documentazione Istat.

Una carenza parzialmente compensata solo grazie alla buona volontà dei lavoratori che giornalmente regalano ore di lavoro all'azienda senza che gli venga poi riconosciuto in alcun modo l'impegno profuso al punto che anche il Premio di Produttività gli è stato pagato con una forte penalizzazione.

La collettività deve sapere che se oggi Poste Italiane è riuscita fra mille difficoltà a garantire i servizi alla collettività lo deve all'impegno dei lavoratori, di coloro che tutti giorni mettono la loro faccia a rappresentare l'azienda agli sportelli degli uffici postali, che tutti i giorni con impegno e dedizione cercano di supplire alle inefficienze organizzative e gestionali di un management centrale che continua anche a non volere dare risposte serie sul futuro di Poste Italiane, la più grande azienda di servizi del territorio nazionale, garantendo comunque un servizio alla collettività.

Proprio questi lavoratori oggi dicono basta e chiedono a gran voce a tutta la collettività di sostenerli in questa lotta che, senza dubbio, causerà disagi e difficoltà a tutti, ma solo con l'obiettivo di porre fine a questo stato di cose e di poter veramente offrire servizi qualitativamente rispondenti alle necessità della collettività tutta.

Invitiamo la collettività ad sostegno fattivo dei lavoratori postali non chiedendo loro un impegno in più di quello che sempre garantiscono, recandosi possibilmente negli uffici non a ridosso degli orari di chiusura degli uffici perché questo li esporrebbe a un prolungamento del loro orario d'obbligo senza che questo sia riconosciuto e remunerato dall'azienda, come straordinario.

Perché non si può pensare di rendere un servizio ottimale ai cittadini con questa cronica mancanza di personale che non rende possibile neanche il servizio ordinario, figuriamoci lo straordinario.

Per la Lombardia, particolare importanza riveste il presidio di venerdì 14 davanti alla sede regionale delle Poste, un presidio al quale parteciperanno anche i segretari nazionali, per dare un segno di grande attenzione verso i problemi che vive la più grande e produttiva regione d'Italia. Parteciperà anche una consistente delegazione proveniente dal territorio bergamasco a dimostrazione di quanto i problemi siano fortemente sentiti nella provicia sia fra i lavoratori che fra la collettività che li subisce.

Slp-Cisl - G. Tancredi
Uilpost - R. Pepe
Confsal - A. Celsa
Ugl - S. Trazzera


m.sanfilippo

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