Mercoledì 26 Ottobre 2011

Viaggio dentro i quartieri
Loreto invecchia come la città

Loreto invecchia, come la città. Invecchia nei suoi diversi volti, il piccolo nucleo storico attorno alla chiesa, gli insediamenti nati fra gli Anni Cinquanta e Sessanta. Il centro anziani, accanto alla sede della circoscrizione in largo Röntgen, conta circa seicento iscritti ed è forse il più frequentato della città. Loreto invecchia da un lato, si ripopola dall'altro: le case popolari del quartiere da alcuni anni vengono occupate soprattutto da famiglie immigrate, provenienti in particolare dal Sud America.

Dice Barbara Mazzoleni che abita in via Pasteur e insegna nella scuola media Amedeo di Savoia: «Il nostro è un quartiere complesso. È un quartiere aperto, nel senso che non è ben delimitato come Longuelo o come il Villaggio degli Sposi. Il nuovo centro pastorale è importante anche per l'aggregazione ed è baricentrico rispetto alle diverse anime del quartiere».

Il nucleo attorno alla parrocchiale rappresentò l'intera Loreto fino ai primi Anni Cinquanta. Contava circa novecento abitanti. Il secondo nucleo è rappresentato dalla parte periferica delle vie Broseta e XXIV maggio, costruite nella seconda metà degli Anni Cinquanta; altri due punti di sviluppo hanno come centro le piazze Varsavia e Risorgimento; l'ultima zona urbanizzata è quella delle case popolari attorno a largo Röntgen.

Luigi Acquaroli è nato a Loreto 68 anni fa, da ventotto gestisce l'Alex Bar, al semaforo fra via IV novembre e via Broseta. Racconta: «Mi ricordo bene la fine degli Anni Quaranta, i primi Cinquanta quando Loreto erano la chiesa, la campagna, le cascine. La sera con i bastoni andavamo a spingere le mucche verso le stalle e giocavamo a calcio per strada. A Loreto il mondo è cambiato nella seconda metà degli Anni Cinquanta».

Un mondo contadino che nel giro di dieci anni è diventato città. I registri parrocchiali dell'Ottocento specificano il mestiere degli abitanti. La maggior parte era formata da contadini. Al secondo posto i pescatori. Dice monsignor Mario Peracchi, parroco per ventotto anni di Loreto, fino al mese scorso: «Nella zona da qui verso sud era tutto acquitrino, erano paludi, stagni. Il pesce abbondava e la gente di qui lo catturava e andava venderlo in Città Alta e nei borghi».

L'inchiesta su L'Eco di Bergamo oggi in edicola

e.roncalli

© riproduzione riservata