Giovedì 03 Novembre 2011

Il papà non la manda a scuola
Bocciata. Ma lui viene condannato

La solita guerra tra genitori separati, nella quale i figli finiscono per essere usati come arma di ricatto e di ripicca, è costata la bocciatura a una scolara di 9 anni. La bambina ha accumulato troppe assenze per colpa del padre, che l'ha tenuta con sé per parecchi mesi rifiutandosi di mandarla a scuola nel timore che la figlia, alla fine delle lezioni, trovasse ad aspettarla la madre a cui era stata affidata dal tribunale. Un'ossessione passata sopra ai diritti della piccola, che al genitore è valsa una condanna per violazione dell'obbligo scolastico: due anni e 4 mesi, dopo essere stato riconosciuto colpevole anche per maltrattamenti in famiglia ed elusione (non aveva riconsegnato la bimba alla ex dopo il periodo stabilito) e inosservanza (non pagava gli alimenti) del provvedimento del giudice.

La vicenda riguarda una famiglia italiana di un paese dell'hinterland e comincia nel dicembre 2008, quando la bambina ha 8 anni. È in quel periodo che la madre, all'epoca trentottenne come il marito, decide di andarsene di casa. La donna teme di provocare gesti inconsulti da parte dell'ex. Ed è per questo che reagisce timidamente quando lui si «appropria» della figlioletta, obbligandola in pratica a vivere con sé fino al novembre 2009. In tutto quel tempo la ex si rivolge una sola volta ai carabinieri, che una mattina trovano la piccola in casa da sola.

La situazione psicologica che s'era creata, è emerso a processo, era intricata. La bimba con la madre stava bene, ma si rifiutava di tornare da lei perché aveva paura della reazione del padre. E la mamma non si ribellava per non turbarla. Alla fine, però, lei riesce a farsi restituire la piccola. Concessione che non stoppa la denuncia avviata a diventare processo nei confronti dell'ex marito.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 3 novembre

fa.tinaglia

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