Lunedì 07 Novembre 2011

Accordo Confindustria-Università
a favore dell'occupazione giovanile

Confindustria e Crui (la Conferenza dei Rettori delle Universita' italiane) hanno siglato lunedì, in Assolombarda, un accordo per l'universita', la ricerca e l'innovazione che punta a individuare soluzioni concrete per offrire prospettive di crescita economica e di occupazione per i piu' giovani.

Tra gli obiettivi dell'accordo, c'e' quello di accrescere il numero di studenti italiani che si iscrivono a facolta' tecnico-scientifiche, contribuire alla partecipazione italiana ai programmi europei di R&I - con particolare riferimento alle piccole e medie imprese e alle reti d'impresa - concorrere alla riduzione dell'eta' d'ingresso nel mercato del lavoro da parte dei nostri giovani con titolo di studio terziario, accrescere il numero dei percorsi di dottorato e tararli sulle esigenze reali delle imprese, rendere piu' attrattiva l'universita' italiana per studenti e docenti stranieri, migliorare i processi di
reclutamento di docenti e ricercatori, monitorare la governance degli Atenei sulla base dei principi di efficacia ed efficienza nell'utilizzo delle risorse finanziarie e umane e infine identificare le best practice internazionali.

La ormai consolidata collaborazione mira a offrire un contributo concreto per lo sviluppo culturale ed economico del Paese, attraverso la creazione di un asse comune su cui condividere le diverse esperienze maturate nel mondo universitario e in quello imprenditoriale.

«Nei prossimi anni un terzo dei docenti universitari andra' in pensione. E' una grande occasione per fare largo ai giovani e selezionare i migliori. L'accordo Confindustria-Crui - ha dichiarato Gianfelice Rocca, vice presidente per l'Education di Confindustria - dimostra come imprenditori e rettori abbiano la comune consapevolezza che universita', ricerca e innovazione debbano essere le priorita' per l'agenda del Paese per tornare a crescere, creare opportunita' di lavoro per i giovani, rendere piu' competitivi i nostri Atenei nel confronto internazionale».

«Confindustria e' impegnata da anni in una battaglia per diffondere la cultura della R&I in tutte le imprese di ogni settore e dimensione, da un lato, e per sollecitare una politica economica basata su Ricerca e Innovazione, dall'altro», ha affermato Diana Bracco, vice presidente R&I di Confindustria.

«Cio' che occorre oggi in Italia e' la messa in rete di ricerca pubblica e imprese, che devono diventare il cardine del rilancio economico. Bisogna facilitare e sostenere la cooperazione tra impresa e universita' rivitalizzandola e rilanciandola secondo approcci imprenditoriali che diano spazio anche agli spin off accademici. L'impresa si aspetta di trovare nelle Istituzioni di ricerca pubbliche un interlocutore attivo, un generatore di idee, capace di promuovere una cultura dell'innovazione. Questa strada non e' solo un dovere verso i tanti giovani meritevoli che fanno ancora grande l'Italia: e' soprattutto un dovere verso il futuro di questo Paese».

«Di fronte a una situazione per il Paese come quella che stiamo attraversando in questi giorni - ha sottolineato il presidente della Crui Marco Mancini - due attori strategici per lo sviluppo, le imprese e il sistema universitario, costruiscono 8 proposte puntuali e misurabili. Senza l'intervento di nessuno, mettendo sul tappeto la loro progettualita', danno avvio a interventi precisi e indirizzati a riavviare il circolo virtuoso che dalla formazione, attraverso la ricerca e l'innovazione, arriva alla competitivita'. Questo e' senza dubbio il momento in cui ognuno deve fare la propria parte mettendo a fattor comune le proprie competenze e le proprie responsabilita'».

«E' necessario diffondere nelle imprese la consapevolezza del valore strategico dell'investimento in conoscenza e l'importanza della formazione come componenti fondamentali della "catena del valore" - ha aggiunto Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda e presidente della Commissione Universita' di Confindustria. Per questo vanno promossi progetti che puntano a creare collaborazioni stabili tra universita' e imprese. A Milano lo stiamo facendo da tempo: tra le esperienze piu' innovative ricordo i contratti di apprendistato di alta formazione per l'acquisizione di lauree, master o dottorati di ricerca. Senza dimenticare i casi di dottorato executive, strumenti privilegiati per fare innovazione in azienda. Si tratta di un vero e proprio patrimonio di modelli il cui denominatore e' favorire un la "circolarità" della conoscenza, che dall'universita' "transita" alle imprese per poi tornare alla dimensione accademica arricchita del "saper fare" acquisito nel contesto lavorativo».

a.ceresoli

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