Martedì 15 Novembre 2011

Viminale, c'è l'ipotesi Cancellieri
A Bergamo fu un prefetto tosto

«'Na fomna?». Una donna? Quando nell'estate 1996 arrivò la notizia che il nuovo prefetto di Bergamo era la romana Annamaria Cancellieri Peluso, la reazione dei più era fatta di due semplici paroline. Preferibilmente in vernacolo. Nessun eccesso di maschilismo, per carità, solo che di donne prefetto ce n'erano davvero pochine: 6 in tutto il Paese.

E per Via Tasso lato Prefettura era il debutto assoluto in rosa. Argomento che lei non gradiva granché: «Provo un senso di fastidio nel sentir parlare di prefetto donna» spiegò una sera alla platea (femminile) del Lions Le Mura. Fastidio perché nel giro di pochi mesi la Cancellieri fece capire a tutti che la parità dei sessi in materia era ampiamente raggiunta: quando dopo 4 anni se ne andò a Brescia lasciò solo ottimi ricordi.

Per il carattere tosto e la voglia di risolvere i problemi. Qualsiasi problema. In questi giorni il suo nome è entrato nel totoministri del governo di Mario Monti. L'ex rettore della Bocconi, agli Interni vorrebbe metterci un prefetto: la Cancellierì è già in pensione e dove va lascia una traccia. Di questi giorni è di base in Emilia, per la precisione a Parma, dove il Comune è saltato per aria per una brutta storia di corruzione.

Nella città ducale l'aria è decisamente tesa, si vocifera di nuovi (e numerosi) arresti. Lei si è insediata da qualche settimana nel Palazzo comunale nel ruolo di commissario e qui resterà fino alle elezioni della prossima primavera. Uno spostamento di pochi chilometri quello della Cancellieri, arrivata a Parma da Bologna, dove ha retto Palazzo Accursio fino alle elezioni, causa dimissioni dell'allora sindaco Flavio Delbono.

Solo che tra la Garisenda e gli Asinelli, il prefetto ha fatto così bene che il suo nome è iniziato a circolare con una notevole insistenza per il ruolo di candidato sindaco. Del centrodestra. Lei ha gentilmente declinato: è e rimane una donna al servizio dello Stato.

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m.sanfilippo

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