Giovedì 17 Novembre 2011

Miscela anticromo nell'acqua
Primi test: valori giù del 94%

Sta funzionando la biotecnologia in fase sperimentale della Biosearch Ambiente di Torino per eliminare dalla falda acquifera fra Verdellino e Treviglio il cromo esavalente. Questo quanto emerso dall'ultimo incontro tenutosi in Regione durante il quale il direttore dell'Arpa Bergamo, Carlo Licotti, e il responsabile dell'unità Monitoraggi e Sistemi ambientali Guido Pezzera hanno illustrato agli amministratori pubblici di Arcene, Ciserano, Castel Rozzone, Verdellino e Treviglio i risultati dell'ultimo monitoraggio eseguito a ottobre sui pozzi pubblici e privati del territorio interessato dall'inquinamento.

La biotecnologia che sta sperimentando la Cromoplastica di Verdellino, una delle ditte responsabili dell'inquinamento, consiste nell'iniezione nella falda acquifera di una miscela detossificante. Questa miscela, attraverso processi biologici naturali, trasforma il cromo esavalente, sostanza tossica, in cromo trivalente, sostanza innocua.

La sua sperimentazione, in corso nel perimetro industriale della Cromoplastica, è iniziata 20 giorni fa. I suoi risultati devono ancora essere certificati con controanalisi dall'Arpa. Durante l'incontro in Regione sono comunque già stati definiti «veramente incoraggianti»: dove è stata iniettata si è passati da una concentrazione di 700 microgrammi a una di circa 40 microgrammi (l'acqua è potabile sotto il limite di 50), in percentuale dunque la concentrazione è scesa circa del 94%.

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m.sanfilippo

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