Si è spento mons. Baronchelli decano del clero bergamasco

Si è spento mons. Baronchelli decano del clero bergamasco

È morto la vigilia di Natale alle 10.30 ad Ardesio monsignor Stefano Baronchelli, già vicario generale della diocesi dal 1969 al 1974. Aveva 97 anni ed era il decano del clero bergamasco. Un mese fa era stato colpito da broncopolmonite ed aveva alternato alti e bassi con febbre.

I funerali sono stati seguiti oggi pomeriggio da una folla enorme di fedeli che neppure l’ampia navata della chiesa parrocchiale di Ardesio, dedicata a San Giorgio, è riuscita a contenere. A celebrare la santa messa il vescovo di Bergamo, monsignor Roberto Amadei. Sull’altare, con lui, altri tre vescovi: l’ausiliare monsignor Lino Belotti, monsignor Bruno Foresti, e monsignor Gaetano Bonicelli , oltre ad una cinquantina di sacerdoti provenienti da tutta la Diocesi bergamasca.

All’omelia monsignor Amadei ha ricordato il defunto: «Ringraziamo Dio per la testimonianza limpida, lunga ed operosa che monsignor Baronchelli ci ha offerto sia come uomo che come sacerdote. Una testimonianza che è un esempio da seguire e che è cominciata sin da quando è stato coadiutore qui in Ardesio nel 1931. E che è poi continuata quando fu parroco di Bani nel 1934, insegnante e rettore del Seminario di Clusone nel 1944, prevosto di Ardesio nel 1951, membro del Consiglio Presbiterale, prevosto di Sant’Anna a Bergamo nel 1969, Vicario generale sempre nel 1969, quindi parroco a Nasolino e infine qui ancora ad Ardesio, dove ha deciso di trascorrere gli ultimi suoi anni di vita, confortato dall’affetto e dalle premure di tante persone e dei suoi cari. Ricordo la sua paterna bontà che invogliava a far bene, il suo fervore nell’accogliere e nell’applicare con gioia il Concilio Vaticano Secondo. Mi hanno sempre colpito il suo equilibrio, la sua saggezza, la sua fiducia nel futuro della Chiesa, la sua cultura teologica che si è via via sempre più approfodita nei 72 anni in cui ha celebrato la Santa Pasqua».

I funerali sono iniziati alle 15, con il corteo funebre che si è snodato dalla chiesetta dei Disciplini, dove le spoglie mortali di monsignor Stefano Baronchelli erano state composte dopo il suo decesso, avvenuto alle 10,15 di mercoledì. Celebrata la Santa Messa nella parrocchiale di San Giorgio, il corteo dei fedeli ha raggiunto il camposanto dove la bara del sacerdote è stata tumulata nella cappella centrale, dove riposano altri sacerdoti di Ardesio.

Monsignor Stefano Baronchelli era nato il 16 novembre 1906 nel piccolo centro di Nasolino, oggi facente parte del comune di Oltressenda Alta. Era il sesto di otto fratelli, tra i quali don Manfredo, sacerdote e insegnante, Mansueto, che fu sindaco di Oltressenda, ed Eugenio che fu a lungo sindaco di Clusone. Di famiglia contadina rimase sempre profondamente legato alla sua terra e, quando gli era possibile, saliva a Nasolino e compiva lunghe scarpinate a Colle Palazzo e al Moschel, zone pascolive dove d’estate la sua famiglia un tempo portava il bestiame all’alpeggio.

Dopo l’ordinazione sacerdotale (30 maggio 1931) aveva ricoperto numerosi incarichi di ministero: coadiutore di Ardesio, parroco di Bani di Ardesio, docente e rettore del Seminario di Clusone, prevosto di Ardesio, membro del Consiglio Presbiterale diocesano, prevosto di Sant’Anna in città, vicario generale, residente a Casnigo, parroco di Nasolino, membro del Consiglio Pastorale diocesano, residente alla Casa ritiri di Botta di Sedrina, parroco di Bani di Ardesio. Dal 1987 si era ritirato in una casetta ad Ardesio, aiutando la parrocchia nel ministero. È stato anche autore di diversi libri storici su diverse parrocchie, fra cui quello sulla parrocchiale di Ardesio.

(26/12/2003)

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