Venerdì 25 Novembre 2011

Giro del mondo in bicicletta
Il racconto di Oliviero da Petosino

Arrivato in Uzbekistan, l'Oliviero ha pensato di tornare a casa. Di girare la bicicletta e via, marcia indietro. Perché il permesso per poter attraversare il Paese non glielo avevano concesso. Ma la crisi non è durata più di tanto. Oliviero lo racconterà stasera: il sogno era quello di raggiungere la Cina, e in Cina ci sarebbe arrivato. Così l'Oliviero ha raggiunto Tblisi, capitale della Georgia, ha puntato sull'aeroporto, ha imbarcato bagagli e bicicletta ed è volato fino a Pechino.

Ha detto Oliviero Bonfanti al ritorno del suo grande viaggio: «Il mio sogno era quello di fare il giro del mondo in bicicletta percorrendo i luoghi che accendevano le mie fantasie da bambino: immaginavo che dall'altra parte del mondo avrei visto l'erba dalla parte delle radici... Ho viaggiato per cento giorni».

Il suo viaggio intorno al mondo, Oliviero Bonfanti lo racconterà su iniziativa dell'Aribi (Associazione per il rilancio della bicicletta): appuntamento alle 20.30 nell'auditorium della Cittadella dello Sport in via Gleno. Racconta Oliviero: «Non ho potuto fare tutto in bici, però pedalando ho percorso ottomila chilometri... Poi ho dovuto accettare la realtà, come nel caso dell'Uzbekistan».

Oliviero Bonfanti da Petosino, 53 anni, non è nuovo a imprese ciclistiche. Ha raggiunto pedalando Capo Nord, Gerusalemme, il Marocco, la Russia... Questa volta lo stimolo decisivo è arrivato da un incidente: lo scorso anno Oliviero si ruppe la scapola in più punti e i medici che lo operarono gli dissero che difficilmente avrebbe potuto risalire in bicicletta.

Racconta Oliviero: «Ho pedalato bene, con un gran vento a favore per tutta la Georgia, fino al confine con l'Uzbekistan, poi il guaio del visto. Ho volato fino a Pechino e poi sono rimesso in sella: mille e cinquecento chilometri fino alla vecchia capitale Xi'An. A Shangai ho preso l'aereo per Los Angeles».

Oliviero, che ha attraversato l'America un po' in bici e un po' in autobus fino a New York, ha finito con la salita al Passo San Marco da Morbegno: «Quando ero bambino mio padre ci portava in gita al San Marco e mi diceva: "Là c'è la Svizzera... - e poi, indicando il valico - e là dietro ghè ol mond". Dietro il Passo di San Marco il mondo».

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m.sanfilippo

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