Martedì 29 Novembre 2011

Abbassato il sipario su Abm
La Provincia vota la dismissione

Il capitolo sulle società del gruppo Abm (Azienda bergamasca multiservizi creata dall'ex presidente Valerio Bettoni) si è chiuso lunedì 28 novembre con l'approvazione, da parte del Consiglio provinciale, della delibera di dismissione di Abm Calor srl e Abm Service srl (ramo calore), Abm Energy spa e Mistral spa e la messa in liquidazione della Vocem srl (ramo energia).

Un addio caldeggiato in modo trasversale dal parlamentino provinciale, votato a favore con la sola astensione della Lista Bettoni-Udc. Presente in aula, il presidente di Abm - da febbraio 2011 - Giacomo Maurini, che ha ripercorso le tappe principali che hanno portato alla scelta di mettere in liquidazione la Vocem, per cui si devono rimborsare circa 5 milioni 100 mila euro di finanziamenti statali. Rendendo necessario vendere Mistral.

Il presidente della Giunta Ettore Pirovano ha spiegato che tagliare Vocem «è indispensabile, Abm non può sopravvivere con questa palla al piede». Se si contassero anche i costi indiretti, «come le professionalità distratte dai propri compiti per cercare di districare la matassa di queste società, arriveremo a numeri che, da soli, si avvicinerebbero a fare la variante di Zogno».

Giacomo Maurini ha ricordato che la dismissione del ramo energia era stato deliberato dal Consiglio nel marzo 2009. Nel documento approvato lunedì, c'è il punto «sollecitato dal Cda di Abm sulla liquidazione di Vocem». Una questione che affonda le radici nel passato: nel 2004 Abm acquista la società che deve realizzare una centrale a biomasse in provincia di Benevento. Grazie a un finanziamento di circa 12 milioni di euro.

Il progetto si scontra contro il muro innalzato dagli amministratori campani e poi arriva la decisione del Tar della Campania. «Si è scelto di non ricorrere al Consiglio di Stato - ha rilevato l'attuale presidente di Abm - perché si sarebbe solo spostato il problema nel tempo».

E, ogni anno che passa, si trasforma in maggiori oneri per la Vocem, che «deve corrispondere interessi passivi a chi ha erogato il contributo». Inoltre, il fatto che il progetto non è partito, ha fatto sì che i beni iscritti come attivo in bilancio hanno perso valore. Facendo lievitare la perdita a 2 milioni 350 mila euro. Che non sono ancora il costo complessivo, che arriva a superare i quattro milioni e mezzo di euro (più interessi).

Ecco perché «vendere Mistral è necessario per avere quell'entrata finanziaria che serve per far fronte alle spese di rimborso del contributo ricevuto da Vocem alcuni anni fa».

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m.sanfilippo

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