Giovedì 15 Dicembre 2011

Un fegato nuovo per Katia
E per i Riuniti è il millesimo

Millesimo trapianto di fegato ai Riuniti. L'organo partito dal San Gerardo di Monza è arrivato a Bergamo verso le 24 dell'altra notte. La ricevente è Katia Bizzoni, 42 anni, in lista d'attesa per un fegato nuovo da 560 giorni, quasi due anni con il fiato sospeso per contare su una nuova speranza di vita.

«È arrivata il giorno di Santa Lucia, è il regalo di nostra madre morta. Avrebbe fatto qualunque cosa per aiutare Katia: l'ha fatta dal cielo», spiega la sorella della paziente. La mamma di Katia è morta venerdì, all'improvviso: la figlia malata lunedì aveva voluto uscire dall'ospedale per andare ai funerali.

«È scoppiata in un pianto liberatorio, quando le ho detto che c'era un organo per lei. Ora il mio compito è starle vicino, fino a quando entrerà in sala operatoria», spiega un'infermiera.

Tutte le fasi della corsa a Monza e di quella successiva a Bergamo, tutti i momenti dell'intervento chirurgico sono raccontati da L'Eco di Bergamo nell'edizione odierna che ha seguito anche in sala operatoria ogni istante del trapianto.

Sull'auto speciale della Croce Bianca arrivata dal 118 di Milano (a coordinare anche i trasporti delle équipe è il Nit, Nord Italia Transplant), sono saliti Mara Giovanelli e Alessandro Aluffi, chirurghi dello staff di Michele Colledan, direttore del Dipartimento di Chirurgia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che si occupa di tutti i trapianti d'organo tranne reni e cuore.

All'una di notte la valigia speciale, con il fegato, è stata ricaricata sull'auto. Si corre vero Bergamo. E si pensa a Katia: «È già in sala».

Ai Riuniti due ore di tempo per preparare il fegato al trapianto. In sala Michele Colledan, la chirurga Chiara Ferrari, l'anestesista Salvo Di Marco. Alle 5,45 è stato messo il nuovo fegato nell'addome. E verso le 7 l'organo è stato collegato ai vasi, ormai riaperti al flusso del sangue.

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e.roncalli

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