Giovedì 15 Dicembre 2011

Condannato 14 anni dopo l'arresto
Un imputato: «Ma che senso ha?»

Diciannove rapine in banca nella Bergamasca, sei persone mandate a giudizio, otto anni tra indagini e udienza preliminare, altri sei di dibattimento. Alla fine, allo scoccare del quattordicesimo anno, è finalmente arrivata anche la sentenza: tre condanne e un'assoluzione, che hanno messo termine al lungo iter quanto meno del primo grado di giudizio.

Tanto lungo che uno degli imputati, Corrado Campoccia, nativo di Catania e residente nel Novarese, oggi trentottenne, nei giorni scorsi ha mandato una lunga lettera di sfogo al nostro giornale, dichiarandosi innocente e invocando il più presto possibile un verdetto, sia pure di condanna: «Mi chiamo Corrado Campoccia, e nel settembre 1997 sono stato arrestato per una serie di rapine in banca. Oggi, dopo 14 anni, si è svolta un'altra delle innumerevoli udienze di un processo trascinato per sei anni: doveva essere l'ultima, ma per l'ennesima volta è stata rinviata (…). È possibile spendere tutti questi soldi pubblici per anni di inefficienza e inerzia?».

Martedì finalmente la tanto attesa sentenza è arrivata. Il collegio ha condannato Campoccia a tre anni e mezzo di reclusione, Alfio Catania, 42 anni di Galliate (Novara) a quattro anni e mezzo di reclusione, e Cristian Flore, 36 anni di Vigevano (Pavia), a sei anni di reclusione. Assolto il quarto imputato, Angelo Assolari, 55 anni di Mornico al Serio.

Tutti erano accusati a vario titolo dal pm Carmen Pugliese di rapine in banca. In particolare a Campoccia ne venivano attribuite 14. Il dibattimento, ha sentito tanti «non ricordo» e «non so» e ha visto l'accusa ridimensionarsi proprio nella sentenza: Campoccia è stato condannato per la sola rapina al Credito cooperativo e Cassa rurale di Zanica del 1997 (bottino 63 milioni di lire).

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m.sanfilippo

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