Martedì 10 Gennaio 2012

Non solo pasta per i bergamaschi
Nel piatto involtini primavera e kebab

Cotoletta, pasta e pizza ma anche involtini primavera, sushi, enchiladas e kebab, la dieta dei lombardi diventa sempre più varia ed internazionale. In una regione in cui un residente su dieci ormai è di origine straniera anche la cucina si apre alle culture dei suoi nuovi cittadini.

Un fenomeno, quello della ristorazione straniera, che cresce in Lombardia del 16% in un anno (contro una crescita media del settore del 3,6%) e conta ormai oltre quattromila imprese attive. La ristorazione etnica lombarda in oltre un caso su tre parla cinese, (il 37,5% delle imprese individuali con titolare straniero attive nel settore, pari a quasi 1.600 ditte) ma si difende anche il contingente arabo con, tra le varie nazionalità, oltre 1.300 imprese attive, di cui quasi mille egiziani. 230 i ristoratori latinoamericani.

E se Milano è prima per ogni nazionalità di imprenditori, Monza e Brianza è seconda per presenza di ristoratori arabi (12,4% del totale attivo in regione), Brescia è seconda per cinesi (8,8%) e per latinoamericani (16,1%) seguita da Bergamo (15,2%).

La ristorazione straniera ama soprattutto Milano, con 1914 imprese individuali attive nel settore, il 45,6% del totale regionale, Brescia (574 imprese, 13,7%) e Bergamo (371, 8,8%). Anche se in un anno crescono soprattutto Varese (+22,9%), Lodi (+20,5%) e Mantova (+18,4%). E tra le province dove mangiare etnico è più facile, Milano è prima in Italia con il 12,2% del totale degli stranieri ristoratori, seguita da Roma (8%) e Torino (4,3%). Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al secondo trimestre 2011 e 2010.

e.roncalli

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