Mercoledì 11 Gennaio 2012

La scommessa: telai e passione
per rinnovare la tradizione tessile

«Nella terra bergamasca la tessitura vanta una storia lunga molti secoli. La tessitura è lavoro e artigianato di alta qualità, ma soprattutto è arte. Eppure, troppo sveltamente abbiamo regalato questa arte ad altre Nazioni. Io invece ho fatto una scommessa: puntare sulla tessitura perché ha un futuro che ha le radici in un passato glorioso».

Sono le parole di D'ario Pedruzzi. «Sì, il nome con l'apostrofo - tiene a precisare -. L'ho ripreso da un errore fatto in un tema alle scuole superiori». Ha 27 anni e lavora come educatore fra i disabili dello spazio autismo di Bergamo. Lui e la compagna Orietta Mazzucchetti, artista decoratrice, diplomata alla Carrara, nella casa a Paladina dove abitano hanno installato due telai, dove filano sciarpe, stole, coperte e federe con il marchio «D'ori».

La loro passione è iniziata alcuni anni fa. «Seguivo un ragazzo disabile che aveva difficoltà nei lavori manuali - racconta D'ario -. Però era assai motivato e così gli ho fatto costruire il modello di un telaio e ne ho fatto uno anche per me. Questo fatto è stato la molla da cui è seguito il resto. Su Internet ho acquistato un telaio a quattro licci, che sono i quadri che alzano i fili. Io e la mia compagna ci siamo subito appassionati alla tessitura e abbiamo cominciato a fare sciarpe per noi».

Poi un altro passo nella loro impresa-scommessa. «Per un anno - prosegue D'ario - ho navigato su Internet, fin quando ho scoperto un'associazione disabili con sede a Viterbo che vendeva due telai a otto licci, con contromarcia a otto pedali. Così li abbiamo acquistati. Mi sono quindi messo a studiare come autodidatta su libri, riviste e Internet, per meglio conoscere l'arte della tessitura. Infatti, è un'arte che non si improvvisa, per esempio sul numero dei fili, sulla loro elasticità, morbidezza e colori».

Leggi di più su L'Eco di mercoledì 11 gennaio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata