Lunedì 16 Gennaio 2012

Notte nelle discoteche orobiche
Troppo l'alcol tra i giovani

«Raga, io sono scialla! Però sto posto è un botto bello, molto meglio dello scrauso di sabato scorso». D'accordo, sono quasi le tre di sabato notte e attorno c'è tanto rumore. Ma la frase che pronuncia una ragazzina – avrà sedici anni ed è spaparanzata sul divanetto di una discoteca della Bergamasca – è davvero questa, parola per parola. Avrà bevuto? Può darsi, ma la «parlata» non c'entra: è solo lo «slang» dei ragazzi di oggi. Che, nei sabato notte si ritrovano nelle discoteche per ballare. E bere. Qualcuno anche parecchio.

A stare per qualche decina di minuti vicino al bancone di questo locale della provincia il viavai di ragazzi è continuo. Nessuno chiede il documento d'identità. Dal bancone non è facile percepire chi beve, uno stesso ragazzo si presenta dai baristi più volte nel giro di pochi minuti: basta poi seguirlo con lo sguardo per capire che quei bicchieroni non li ha trangugiati lui, ma li ha portati a un gruppetto di ragazze a un divanetto un po' buio e isolato.

Di droga, nei locali fatti passare sabato notte, non ce n'era. O, perlomeno, non era in bella mostra. L'alcol, invece, lo è. Anche nei parcheggi esterni delle discoteche sono tanti i gruppetti di ragazzi che sfidano il freddo pungente per parlottare sottovoce, facendo comunella. Qualcuno ha in mano delle bottiglie senza etichetta: forse si sono portati da casa (o dal supermercato) una scorta di alcol da consumare anche fuori dal locale. Difficile interagire con loro se non sei del gruppo: sono blindatissimi e ti scambiano subito per uno «sbirro» in borghese.

Per saperne di più leggi l'inchiesta completa su L'Eco di Bergamo del 16 gennaio

fa.tinaglia

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