Domenica 22 Gennaio 2012

Liberalizzazioni, ancora polemica
Al via una settimana di scioperi

Dai farmacisti agli avvocati, dai tassisti ai ferrovieri fino ai benzinai, tutti pronti a incrociare le braccia e a proclamare sciopero. Il fronte del no alle liberalizzazioni del governo Monti è quanto mai eterogeneo, fatto di categorie che ben poco hanno in comune se non la difesa dello status quo rispetto alle novità introdotte dal corposo decreto approvato ieri. Ma il governo Monti va avanti. Da lunedì partirà quindi una raffica di scioperi indetti per protestare contro le nuove norme, a partire da quello dei tassisti che hanno deciso di astenersi dal lavoro già lunedì.

I TAXI
Dopo giorni di agitazione, le auto bianche hanno proclamato una giornata ufficiale di sciopero per l'inizio della settimana. Nonostante alcune delle richieste dei tassisti siano state accolte (su licenze plurime e extraterritorialità), i sindacati hanno comunque confermato lo stop.

AUTOTRASPORTO
Gli autotrasportatori di TrasportoUnito si fermano per ben 5 giorni, giudicando insufficienti le misure per trimestralizzare il recupero di una parte delle accise sui carburanti.

I TRENI
È protesta anche nel settore ferroviario dove l'Orsa ha proclamato uno sciopero di 24 ore (dalle 21 del 26 gennaio) per protestare contro quello che viene considerato «un attacco al lavoro», ovvero la cancellazione dell'obbligo di applicare il contratto nazionale di settore nel comparto del trasporto su rotaia.

SANITA'
Federfarma ha annunciato una possibile chiusura dei punti vendita «se il Parlamento non modificherà il testo del decreto. La Federazione è favorevole a nuove aperture pari a circa il 10% del totale delle farmacie esistenti, ma rifiuta la prospettiva di un aumento dell'attuale numero fino a un massimo di 7.000 esercizi in più.

AVVOCATI
Gli avvocati hanno proclamato sette giorni di sciopero, i primi due il 23 e il 24 febbraio, gli altri a marzo a cavallo del loro congresso straordinario, convocato per il 9 e il 10 marzo. Pronti anche sit-in davanti al Parlamento e a Palazzo Chigi.

BENZINAI
Si è spaccato, intanto, il fronte dei benzinai. La Figisc Confcommercio è stata la prima a minacciare 7 giorni di serrata, ma è pronta a revocarli, mentre Faib e Fegica hanno per il momento confermato i loro 10 giorni di agitazione, in attesa di vedere il testo definitivo del decreto. Il problema di fondo è quello dell'esclusiva e di come verrà modificata. Ma intanto il governo va avanti.

fa.tinaglia

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