Lunedì 23 Gennaio 2012

Zogno, sconcerto per l'inchiesta
«Non far di tutta l'erba un fascio»

«In attesa di capire qualcosa in più sull'inchiesta in corso, posso dire soltanto una cosa: credo che non sia il caso di fare di tutta l'erba un fascio, perché l'Arma dei carabinieri è un'istituzione importante e ci sono tanti carabinieri che, tutti i giorni, hanno fatto e continuano a fare il loro dovere».

Il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti, resta cauto nel commentare la notizia dell'inchiesta nella quale sono indagati 8 carabinieri che operano (o hanno operato) proprio alla compagnia dell'Arma di Zogno (tra cui l'ex comandante, il capitano Filippo Bentivogli), oltre a infermieri e imprenditori (per un totale di venti persone), accusate a vario titolo di diversi reati, tra cui la corruzione, il falso ideologico e materiale, la rivelazione del segreto d'ufficio.

«Ho appreso la notizia da "L'Eco" e non ho ancora registrato le reazioni della popolazione, perché oggi (ieri, ndr.) non mi trovavo a Zogno - spiega il primo cittadino del centro della valle Brembana -. Tuttavia intendo capirne di più dai prossimi giorni. Da quanto ho letto e se le contestazioni verranno confermate, posso solo dire che non si deve fare di tutta l'erba un fascio».

All'incirca è la stessa opinione che serpeggia anche nelle file dell'Arma, dove però nessuno può rilasciare dichiarazioni ufficiali, nemmeno il comandante provinciale, colonnello Roberto Tortorella, che preferisce non commentare l'inchiesta anche perché non autorizzato dai suoi superiori.

Tuttavia nell'Arma la sensazione che si respira è la più scontata per casi del genere: se davvero ci sono carabinieri che hanno compiuto i reati contestati dall'accusa - dicono i «rumors» - si tratta di mele marce che vanno isolate e che dovranno rispondere di quanto fatto.

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m.sanfilippo

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