Venerdì 24 Febbraio 2012

L'Ugl: rischio Tbc in Questura
La replica: attivati appena saputo

«Rischio di contagio da tubercolosi in questura». Lo denuncia il sindacato Ugl della polizia in un comunicato sostenendo che, il 26 gennaio scorso, negli uffici della questura, «7 dipendenti della polizia di Stato, 3 alpini e un minore sono entrati in contatto, a loro insaputa, con un soggetto affetto da Tbc».

«Dopo tale esposizione – continua il comunicato – sono passati ben 12 giorni prima che la questura avvertisse il personale a rischio infezione invitandolo a prendere contatti con l'ufficio sanitario per valutare gli eventuali provvedimenti del caso». Secondo Ugl, pur essendo al corrente del potenziale rischio «dal 27 gennaio», l'amministrazione avvisava il personale coinvolto «solamente il 7 febbraio», invitando a sottoporsi agli accertamenti sanitari del caso.

Inoltre, il sindacato fa presente che il 26 gennaio «tra le varie persone presenti all'interno della sala Volanti dove si trovava il cittadino straniero affetto da Tbc, era presente anche un ragazzo minorenne di origine tunisina», i cui genitori non sarebbero stati avvisati ancora «alla data del 10 febbraio». Così come l'amministrazione non si sarebbe attivata per rintracciare la persona straniera affetta da Tbc per assicurarla all'autorità sanitaria competente.

«È ovvio – scrive tra l'altro in una nota Ugl – che la prima risposta da esigere è capire di chi sia la responsabilità di tale gravissimo ritardo nell'attivazione delle procedure». Ma il sindacato si chiede anche «come si sta gestendo il rischio, tenuto conto che non ci risulta che sia stata effettuata disinfezione dei luoghi attualmente frequentati dal personale».

La questura, da parte sua, replica dicendo che «appena l'ufficio sanitario ha saputo dell'episodio ha attivato immediatamente le procedure per sottoporre il personale ai necessari controlli, tutti fortunatamente risultati negativi. Quanto alla presenza degli Alpini e del minore a cui fa riferimento il sindacato, non risulta in alcun documento».

a.ceresoli

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