Martedì 28 Febbraio 2012

Evade per errore 4 centesimi
Arriva una multa di 27 euro

Tu chiamale se vuoi evasioni. Perché ci sono evasioni ed evasioni. Ci sono quelle milionarie, per le quali noi, che le tasse le paghiamo sino all'ultimo centesimo, facciamo un tifo da ultras per le Fiamme gialle. E ci sono quelle che, francamente, più che farci arrabbiare, ci fanno sorridere.

Come nel caso delle due in questione, che vedono protagoniste altrettante imprese «colpevoli» di non aver versato per intero il diritto annuale chiesto per il 2009 dalla Camera di Commercio. Le cifre «evase»? Nel primo caso ben 1,98 euro. Nel secondo addirittura 4 centesimi (sì, avete letto bene: 0,04 euro).

I titolari delle due imprese in questione fanno notare che non è facile calcolare esattamente quanto sia dovuto alla Camera di Commercio. Quindi può capitare di commettere in buona fede un errore di calcolo. Davanti a tutto ciò, in un Paese civile basterebbe una telefonata o una email con le quali si avvisa dello sbaglio. Ma in Italia non è così.

Ed è inutile protestare perché la risposta è sempre la stessa: è la legge, ti dicono, la prossima volta state più attenti. Così le cartelle esattoriali emesse da Equitalia per conto della Camera di Commercio di Bergamo, tra recupero del tributo, sanzione applicata per il mancato pagamento, compenso di riscossione e interessi di mora, chiedono conto con cifre che, nel caso del mancato versamento di 1,98 euro, sono maggiorate quindici volte rispetto all'importo «evaso» (30,32 euro), mentre nel caso dei 4 centesimi, per l'importo che si presume non sia stato pagato è chiesta una sanzione 674 volte maggiore (26,97 euro).

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m.sanfilippo

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