Giovedì 01 Marzo 2012

L'addio all'alpinista a Nembro
La coppia dei «Ginetti» resta viva

Sagrato e chiesa parrocchiale di Nembro gremiti, giovedì 1° marzo, per l'ultimo abbraccio a Cristina Birolini, la 57enne morta sabato 26 febbraio in Canton Ticino, in Svizzera, durante un'escursione sulla neve: una cresta che ha ceduto e un volo in un crepaccio che non ha dato scampo all'alpinista, in gita con il marito, Ginetto Bergamelli, e due amici.

Una tragedia assurda, anche perché Cristina - che ha lasciato un figlio, Matteo di 33 anni - era un'amante della montagna, un'esperta alpinista che era salita anche su vette di 6-7 mila metri in giro per il mondo, sempre in compagnia del marito.

A presiedere i funerali l'arciprete don Santino Nicoli, parroco di Nembro, il vescovo in Bolivia Eugenio Scarpellini, che era appena rientrato in Italia, e monsignor Gianluca Rota, in pensione ma originario di Nembro, che nella sua omelia ha ricordato il grande impegno di Cristina all'interno della Comunità.

La 57enne, infatti, era molto attiva a Nembro: dava il suo contributo nel Centro di ascolto e la sua testimonianza nella Pastorale per la famiglia insieme al marito. Ginetto Bergamelli ha voluto che durante i funerali risuonasse la musica tibetana che tanto amava Cristina.

Il marito, attraverso un amico, ha espresso il suo grande amore per la moglie, che è stata la compagna della sua vita e che lo sarà anche in futuro. Ha parlato pure un amico del Cai di Nembro che ha ricordato la passione per la montagna di Cristina e ha sottolineato come la coppia dei «Ginetti», così erano soprannominati e continueranno a essere soprannominati marito e moglie, resterà sempre viva, mentre una nipote ha letto un passo di un libro di montagna. I libri erano un'altra grande passione di Cristina.

m.sanfilippo

© riproduzione riservata