Venerdì 02 Marzo 2012

Operaio si inventa artista:
diventa «l'orologiaio dei vip»

di Fabiana Tinaglia


Arriva da una famiglia di fabbri, sempre con le mani tra chiodi e martelli, e quando la moglie ha perso il lavoro, le spese si sono fatte più alte e il suo lavoro alla Brembo non bastava più per coprire tutte le rate e le bollette, ha capito che l'ingegno e la buona volontà possono venire in soccorso. Ergo: ha trasformato la sua passione, con un pizzico di tenacia e di fortuna, in un secondo lavoro che piano piano sta ingranando. Proprio come i meccanismi delle sue creazioni.

Lorenzo Angeli ha 29 anni, è un progettista meccanico, è nato a Calolziocorte e da tre anni vive con la moglie a Carvico. Dipendente della Brembo, per passione lavora l'acciaio. «Ho sempre giocato a basket – racconta – e ho iniziato in quelle occasioni a realizzare i trofei dei tornei estivi. Dalle sculture alle coppe, sono poi passato a qualcosa di diverso e più ingegnoso». Parliamo di orologi, con Lorenzo alle prese tra ingranaggi e meccanismi, verniciature e tagli al laser, creando orologi scultura che ad amici e parenti sono subito piaciuti: «Arrivo da una famiglia di fabbri e per passione ho sempre costruito e disegnato – spiega –. Mi piace progettare cose nuove e per il mio matrimonio, nel 2008, ho creato il primo orologio da parete per la mia abitazione, con la data delle nozze ed elementi decorativi distintivi».

Poi queste cose capitano quasi per caso, con il passaparola: i parenti e gli amici vanno a vedere la casa nuova, notano l'orologio, e gliene commissionano uno simile. «Chi me lo chiede per la propria abitazione, chi per fare un regalo». E Lorenzo, a tempo perso, inizia a realizzarne di nuovi, disegnando altri modelli e iniziando a infoltire la sua bacheca immagini in Facebook.

Poi nel 2010 la moglie, segretaria in un'azienda, perde il lavoro. «Mi sono reso conto che una passione e un'attività hobbistica potevano diventare un secondo stipendio e ho sfruttato le mie abilità oltre a Internet per farmi un po' di promozione – racconta –. Le richieste sono arrivate e questo secondo lavoro ci aiuta nelle spese». Rimboccarsi le maniche, quindi, sfruttare ogni attimo libero e soprattutto dare voce al proprio talento, «e anche istinto – continua Lorenzo –, cercando con tenacia di trovare nuovi canali e sfruttando anche il mondo virtuale che può giocare a nostro favore e collegarci a opportunità inaspettate». Con un'altra idea: «Ho disegnato nuovi modelli, ne ho personalizzati a seconda delle esigenze e ne ho creati alcuni ad hoc per personaggi dello spettacolo». Da Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia, fino a Nek e al rapper Gmax, da Piotta ai Litfiba, per arrivare al campione sportivo dell'Nba Shaquille O'Neal.

Il passaparola su internet
- Un altro modo, furbo e curioso, per farsi conoscere: uno scatto del vip con l'orologio personalizzato dal bergamasco e la notizia corre sul Web insieme alle richieste di nuovi orologi che si incrementano. Con il grande Shaquille O'Neal, poi, il successo cresce e la notizia si diffonde anche sui media. «La cosa è stata stranissima e raggiungere il mio idolo sportivo è stata un'impresa» racconta Lorenzo che non è uno che molla la presa e quando vuole ottenere qualcosa è come un martello pneumatico.

«Ho iniziato a scrivere mail, ho cercato il suo indirizzo in America, sono finito per contattare un giornalista della Gazzetta dello Sport, Massimo Oriani, che aveva un contatto con un collega a Boston che poteva consegnare l'orologio allo sportivo da parte mia». E il gioco è fatto: il regalo è consegnato e la foto scattata, finendo nelle pagine Facebook di «Angeli Design» e su diversi giornali. «Una soddisfazione, una buona pubblicità – continua Lorenzo – e una spinta per continuare a lavorare. In questo modo unisco due aspetti importanti della mia vita: la passione per l'artigianato e la progettazione e le esigenze familiari, con mia moglie che sta cercando un nuovo lavoro e intanto mi aiuta in questa seconda attività. Del resto, dati i tempi, bisogna ingegnarsi e perché non sfruttare le proprie capacità? Almeno si va avanti con estro, curiosità e, il più possibile, il sorriso sulle labbra».

Fabiana Tinaglia

a.ceresoli

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