Domenica 01 Aprile 2012

Scotland Yard, agenti finti bimbi
per incastrare i pedofili sul web

Li chiamano i «viaggiatori» perché percorrono anche centinaia di chilometri pur di incontrare la loro preda, un bambino. E agli investigatori di Scotland Yard basta interrompere questo tragitto per poterli ammanettare, i pedofili. Non solo: verranno allo stesso modo arrestati se compiono atti osceni davanti a una webcam collegata con un minore o se condividono materiale pedopornografico online.

I detective di Londra hanno affinato varie tecniche per scovare i predatori di bimbi: Nicholas Duffield, ispettore capo di Scotland Yard, responsabile dell'area formativa di tutto il Regno Unito, insieme alla consulente Elena Martellozzo, criminologa e da 10 anni a Londra, le ha illustrate sabato 31 marzo a Treviglio durante il seminario organizzato dall'associazione antipedofilia Prometeo e riservato alle forze dell'ordine locali.

Nicholas Duffiel si è specializzato in un tipo di indagine che in Italia ancora non è attuabile: agisce sotto copertura, si finge bambino sul web. «Creiamo un profilo - racconta - con tanto di foto e di interessi, come musica e sport. Lo pubblichiamo su un social network e restiamo in attesa».

Non è difficile capire quando a cercare l'amicizia sia un pedofilo. «Di solito il primo contatto avviene dimostrando la condivisione di interessi o commentando la foto. La conversazione poi si sviluppa fino a diventare intima. Una delle domande comuni è se l'altro ha una ragazza. Poi però l'adulto si spinge oltre, fino a chiedere, per esempio, cosa il minore fa con lei».

L'importanza di queste coperture non è di poco conto: «Ci consente di prevenire l'abuso e non di reagire quando è troppo tardi. A oggi ci è impossibile misurare quanti minori abbiamo protetto in questo modo».

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m.sanfilippo

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