Ospedale, niente sigilli alla trincea
Scure collaudo, trasloco a rischio

Era un intervento davvero urgente e indispensabile tale da giustificare l'assegnazione diretta dell'appalto ed evitare il bando, la trincea drenante al nuovo ospedale della Trucca? Su questo dilemma ha cominciato a lavorare il pm Giancarlo Mancusi. Intanto, c'è la scure del collaudo e il trasloco è a rischio.

Era un intervento davvero urgente e indispensabile tale da giustificare l'assegnazione diretta dell'appalto ed evitare il bando, la trincea drenante al nuovo ospedale della Trucca? Su questo dilemma ha cominciato a lavorare il pm Giancarlo Mancusi, che nei giorni scorsi ha spedito la Finanza in largo Barozzi per acquisire documenti.

È il primo passo di quella che potrebbe diventare un'inchiesta per abuso d'ufficio, ma che per ora rimane un «modello 45», e cioè un fascicolo orfano di ipotesi di reato. La Procura si sente di escludere imminenti sequestri: attualmente non ci sono gli elementi per far scattare i sigilli al cantiere, l'opera potrà così continuare e presumibilmente concludersi, visto che l'azienda ospedaliera in un comunicato stampa diffuso venerdì 13 aprile assicura che «i lavori della trincea sono ormai quasi ultimati e i primi test sono molto positivi».

Certo, resta da fare chiarezza su un caso che ha suscitato polemiche, ma - a ben vedere - quasi secondario in un cantiere negli anni bersagliato da ritardi, sospetti e ora da interventi della magistratura. La trincea è, in fondo, il prodotto del vizio originale di questo megaprogetto: la scelta del sito, acquitrinoso e puntualmente snobbato dai grandi costruttori privati.

Sul «caso trincea» e l'acquisizione degli atti da parte della Procura sull'appalto alla Dec, l'Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti assicura massima collaborazione. Non solo, la direzione di Largo Barozzi aggiunge che «i lavori della trincea, volti ad abbassare il carico piezometrico della falda acquifera insistente nell'area del nuovo ospedale, sono ormai quasi ultimati e i primi test sono molto positivi».

Ma se, come sembra, gli accertamenti della Procura non dovrebbero comunque compromettere lo stato d'avanzamento del cantiere e che, come sostiene l'ospedale, la realizzazione del fossato anti-acqua è alle ultime battute, a fermare la corsa verso l'apertura dell'ospedale potrebbe essere il collaudo.

O meglio i tempi allungati nell'espletamento delle procedure richieste per arrivare al documento, essenziale per l'apertura del «Papa Giovanni XXIII». La notizia, detta in parole povere, è questa: c'è scetticismo tra i componenti della commissione tecnica di collaudo (un architetto e due ingegneri) sul rispetto dei tempi di quanto già richiesto per un collaudo entro giugno, come auspicherebbe l'Azienda.

Giugno perché poi servono i tempi tecnici per il collaudo della trincea (e le relative verifiche sul suo funzionamento), per l'accreditamento dell'Asl e quindi per il trasloco annunciato dai vertici della Regione più volte entro l'ottobre 2012. «I tempi non quadrano», è il «mantra» che si sentirebbe ripetere all'interno della commissione.

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