Lunedì 30 Aprile 2012

Il gioco d'azzardo è la 3ª industria
In aumento i giovani indebitati

Il comparto giochi nei primi tre mesi dell'anno ha portato nelle casse dello Stato circa 2,2 miliardi di euro, pari al 9,5% della raccolta complessiva (23,1 miliardi di euro). Il contribuente maggiore si confermano le newslot, con un gettito di quasi 900 milioni. A seguire - informa l'Agicos - il Lotto (circa 400 milioni), le lotterie e i Gratta e Vinci (330 milioni), i giochi numerici (SuperEnalotto e WinForLife (240 milioni) e le videolottery (220 milioni). Bingo e scommesse sportive hanno contribuito ciascuno con 40-50 milioni. Poker cash e casinò games, nonostante la raccolta di quasi 3,5 miliardi, hanno versato un gettito di una trentina di milioni. Skill games e gioco ippico hanno versato oltre 10-15 milioni.

«Il gioco d'azzardo è la terza industria italiana dopo Eni e Fiat» scrive «Il Delfino», rivista del Ceis - Centro italiano di solidarietà di don Mario Picchi, che ha dedicato il numero di aprile al gioco d'azzardo. La rivista segnala che il 3% del Pil viene bruciato in scommesse e giochi d'azzardo. E l'Italia è ai primi posti nel mondo per spesa pro-capite: da 500 euro l'anno nel 2004, ad oltre 790 euro nel 2008, con un fatturato totale di circa 47,5 miliardi di euro, solo 10 miliardi in meno del gruppo automobilistico, e circa la metà di quello petrolifero.

«In alcune regioni d'Italia, le famiglie arrivano a giocarsi il 6,5% del proprio reddito e gli indigenti si dedicano al gioco d'azzardo più dei redditi medio-alti» segnala ancora Il Delfino. «Sembra che chi gioca di più - rileva l'inchiesta - siano proprio gli indigenti, con ulteriore aggravio della propria situazione economica». Secondo i dati, infatti, gioca il 47% degli indigenti, il 56% degli appartenenti al ceto medio-basso, il 66% dei disoccupati.

Il gioco d'azzardo è un fenomeno in crescita tra gli adolescenti. La media nazionale dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni che hanno giocato a videopoker e slot-machines è del 46%. E sale il numero dei giovani che si indebitano per giocare, con una cifra che varia dai 300 ai 600 euro a persona. C'è poi il capitolo delle scommesse: si stima che almeno 7 adolescenti italiani su 10 giocano e scommettono, in barba a divieti e limiti per i minorenni.

e.roncalli

© riproduzione riservata

Tags