Sabato 05 Maggio 2012

«Non sopporto il canone Rai»
Martinelli resta in carcere

Si è concluso verso mezzogiorno di sabato 5 maggio, nel carcere di Bergamo, l'interrogatorio a Luigi Martinelli, l'ex imprenditore che giovedì ha assaltato la sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. Il pubblico ministero Franco Bettini ha lasciato la casa circondariale di via Gleno un paio di minuti dopo mezzogiorno senza rilasciare dichiarazioni. Dal carcere di Bergamo è uscito anche il giudice per le indagini preliminari Giovanni Petillo. L'interrogatorio di Luigi Martinelli è durato circa un'ora e mezza.

Il pm ha chiesto la convalida dell'arresto e la conferma della misura cautelare in carcere, il gip si è riservato di decidere e un'ora dopo è arrivata la notizia della convalida dell'arresto con la misura cautelare in carcere. L'avvocato Stefano Paganelli, legale del sequestratore, aveva domandato la scarcerazione del suo assistito o in alternativa il carcere domiciliare a casa del fratello.

Il gip ha ritenuto di dover applicare la misura della custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato. Secondo il giudice si è creata una sproporzione tra le presunte motivazioni del gesto di Luigi Martinelli e la gravità del gesto stesso. Nel frattempo si aggrava il quadro delle accuse mosse nei confronti dell'ex imprenditore, che dovrà rispondere anche di porto illegale di armi in luogo pubblico, in quanto il permesso che deteneva era scaduto.

Il canone Rai non pagato dal 2001 ad oggi, per un debito complessivo di circa 1.400 euro. È questo, secondo il gip e il pm di Bergamo, l'unico debito di Luigi Martinelli nei confronti del fisco. In mattinata in carcere l'uomo aveva dichiarato di dovere all'erario anche altri 40.000 euro, di cui però non ci sono tracce, senza specificare per quale motivo.

In merito all'abbonamento alla televisione Martinelli ha detto al giudice di non averlo pagato perché è una tassa che «non sopporta». A quanto risulta dalle indagini finora condotte a suo carico l'imprenditore non avrebbe altri debiti né con lo Stato, né nei confronti di banche o altre persone. L'unico precedente con il fisco risalirebbe al 2003, quando l'uomo pagò 10.000 euro per una vicenda di tasse di successione.

Nell'interrogatorio, Luigi Martinelli ha ribadito che non voleva fare del male e che ha compreso di aver compiuto un gesto esagerato. Ma ha anche sottolineato che la sua intenzione era di barricarsi da solo nell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia e che soltanto lo svilupparsi imprevisto della sua azione lo ha costretto a prendere un ostaggio.

Quanto al giallo del debito, Martinelli ha raccontato di essere stato qualche giorno prima negli uffici dell'Agenzia delle Entrate, dove gli era stato detto che il suo debito era di 44 mila euro per vecchie tasse non pagate. In merito alle condizioni psicofisiche dell'uomo, il legale ha sottolineato che oggi «sta meglio» nonostante sia ancora provato.

m.sanfilippo

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