Domenica 06 Maggio 2012

Il mondo semplice di Martinelli
Diviso tra antipatie e simpatie

Il canone Rai? «Non lo sopporto». Le armi? «La mia passione». L'Agenzia delle entrate? «Il mandante dei miei guai». I contribuenti in coda? Gente con cui solidarizzare («Tutti quelli che devono pagare le tasse vadano via», urla mentre fa irruzione). L'impiegato Mormandi? «Volevo liberare tutti, ma lui mi stava sulle balle e allora l'ho tenuto dentro con me». Il vicebrigadiere Lorini? «Con lui c'è stata subito intesa».

Com'è semplice il mondo di Luigi Martinelli, così diviso fra antipatie e simpatie, fra bianco e nero, dove c'è sempre un nemico che ti esaspera (il balzello, l'agenzia che lo esige, il dipendente che ti sfida) o qualcuno (il carabiniere dal volto umano, i «tartassati») a cui sentirsi vicino.

Ma è proprio in una tale visione della vita che, secondo il gip Giovanni Petillo, è fermentato il folle raid di giovedì pomeriggio a Romano. «È stata la preoccupante reazione di fronte a una contrarietà valutata in modo distorto, giudicata un accanimento», spiega il giudice dopo aver convalidato l'arresto del cinquantaquattrenne.

Martinelli, difeso dall'avvocato Stefano Paganelli, resterà in cella perché «fra la presunta causa scatenante e la grave condotta della persona c'è una sproporzione» ed esiste il rischio - aggravato dalla dimestichezza con le armi - che il comportamento possa ripetersi, «magari pure per una banale lite di strada».

Ma l'irruzione all'Agenzia entrate, oltre che dall'esasperazione, potrebbe essere stata armata pure dalla miccia grottesca dell'equivoco. L'imprenditore era convinto sino a ieri di avere un debito col fisco di decine di migliaia di euro. «Giorni prima mi sono presentato negli uffici di Equitalia - ha raccontato durante l'interrogatorio di convalida - e ho detto: "Guardate, non ci vedo bene perché non ho gli occhiali, mi leggete per favore quanto devo pagare?". E loro mi hanno risposto: 44 mila euro».

Il pm Franco Bettini in questi giorni ha invece appurato che le cartelle esattoriali si limitano a circa 1.400 euro, la somma (comprensiva di interessi di mora e multe) dell'arretrato dei canoni Rai volontariamente non versati dal 2001. Per Equitalia la cifra si aggirerebbe sui duemila euro, essendo incluse pure le imposte con il Consorzio di bonifica che Martinelli definiva inique. In entrambi i casi, un importo relativamente modesto, tale forse da scongiurare qualsiasi raid.

Leggi le quattro pagine dedicate all'argomento su L'Eco di domenica 6 maggio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata