Martedì 08 Maggio 2012

«Trattenuta tutta la paga
E mio figlio era disperato»

«Quello che conta adesso è che sta meglio: è fuori pericolo, anche se resta nel reparto di psichiatria». A parlare è la madre dell'ex imprenditore di Calolziocorte che, oppresso dai debiti, domenica ha cercato di farla finita attraverso un gesto disperato.

Un racconto sull'orlo delle lacrime, con la voce ancora segnata dal turbine di forti emozioni che ha dovuto affrontare nelle ultime ore. Il dramma si è consumato domenica pomeriggio quando il figlio di 43 anni, ora dipendente di una ditta di autotrasporti, ha cercato di impiccarsi nel giardino di casa.

Soltanto l'intervento provvidenziale della figlia quindicenne ha permesso di evitare la tragedia. La ragazzina l'ha sostenuto per le gambe evitando che soffocasse e ha gridato in cerca di aiuto. I soccorsi del 118 sono stati tempestivi e ora l'uomo è ricoverato all'ospedale «Manzoni» di Lecco.

Un gesto disperato quello dell'ex imprenditore, un grido d'aiuto senza più speranza di una risposta per una situazione che ai suoi occhi sembrava senza una possibile via d'uscita: sulle sue spalle infatti grava un debito di oltre 200 mila euro. Un problema esploso circa otto anni fa dopo la chiusura di una pizzeria che aveva avviato.

La madre racconta come nonostante le vicissitudini economiche il figlio abbia reagito: dopo lo stop della pizzeria, sei anni fa aveva trovato lavoro come camionista per una ditta di autotrasporti. Equitalia era però venuta a bussare alla sua porta: era stato concordato un piano di rientro dalla cifra dovuta con una serie di rate: «Dallo stipendio gli venivano prelevati circa 400 euro al mese» spiega la madre. «Ma ad aprile gli è stato prelevato tutto» e la situazione è precipitata.

Leggi di più su L'Eco di martedì 8 maggio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata