Sabato 16 Giugno 2012

Giornalisti di tutta Europa
discutono di libertà e crisi

Centoquaranta giornalisti europei a Bergamo fino a domenica al Centro Congressi Giovanni XXIII per l'assemblea annuale della federazione europea dei giornalisti. L'Efj rappresenta 300.000 professionisti di tutto il continente dopo l'accettazione, annunciata ieri dal presidente, lo svedese Arne Konig, dei 40.000 giornalisti russi.

Tema del'incontro 2012, «Combattere la tempesta economica in Europa: la lotta per i diritti dei giornalisti». «La situazione – hanno infatti spiegato il presidente Roberto Natale e il segretario Franco Siddi, della Federazione Nazionale Stampa Italiana – è grave dovunque. La precarizzazione del lavoro giornalistico è strettamente legata al problema della libertà d'informazione anche nei Paesi democratici, mentre in altri Paesi è urgente anche l'intervento a supporto della libertà individuale di chi fa informazione».

Ieri mattina una delegazione della Efj, in rappresentanza dei 140 partecipanti al convegno, con il presidente Arne Konig e il segretario generale Steve Pierce, accompagnati da Paolo Perucchini de L'Eco di Bergamo, membro della segreteria della Fnsi e organizzatore dell'assemblea, è stata ricevuta a Palazzo Frizzoni dal sindaco Franco Tentorio, dal presidente del Consiglio provinciale Roberto Magri e dal presidente della Camera di Commercio Paolo Malvestiti.

L'incontro, molto cordiale, ha messo in evidenza il reciproco vantaggio: per Bergamo di avere una vetrina internazionale selezionata, per i giornalisti europei di scoprire una città attrezzata e interessante. Bergamo ospita i giornalisti per la seconda volta, a un anno dal convegno della Fnsi.

Nel pomeriggio ai convegnisti ha portato il saluto, come collega, anche il direttore de L'Eco di Bergamo Giorgio Gandola che ha sottolineato il valore dell'informazione libera. Slogan dell'assemblea, che terminerà domenica, è: «Il giornalismo è un bene pubblico».

I lavori si sono aperti con l'intervento del vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella e con la discussione di una azione europea per contrastare le concentrazioni proprietarie e i conflitti di interessi nei media. i giornalisti europei hanno anche cominciato una campagna di supporto ai colleghi turchi: oltre un centinaio sono infatti in prigione o sotto processo per aver svolto la loro professione.

Il giornalista Ahmet Sik, appena rilasciato dal carcere, ma ancora sotto processo a Istanbul, ha raccontato come sia difficile nella Turchia attuale svolgere il proprio lavoro senza essere accusati di attività antigovernative o addirittura di terrorismo.

e.roncalli

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