Domenica 17 Giugno 2012

Iseo, pesca libera alle sardine
Prese d'assalto le rive del lago

La sardina resta la «regina» incontrastata del Sebino, dove due giorni fa è stata liberalizzata la sua pesca. L'agone argentato, questo il suo vero nome, non ha rivali in tema di notorietà tra i pescatori sportivi e dilettanti. Venerdì scorso, primo giorno di pesca libera, il popolo delle sardine ha letteralmente invaso le rive del medio e alto lago, da Tavernola a Castro, con una scenografia da film stile Pupi Avati.

Scene che vedremo ripetersi almeno fino alla prima decade di luglio: oltre a canne di ogni tipo dai cimali flessibili, i pescatori, con al seguito familiari ed amici, si portano dietro colorati ombrelloni, seggioline e tavolini da pic nic, sdraio, cibo e bevande in quantità, insomma tutto l'occorrente per pescare e stare in santa pace, godendo di sole e brezza fino a sera. Solo un avvertimento per gli automobilisti: percorrere a passo d'uomo la litoranea e fare attenzione perché qualche sardina alla lenza potrebbe finire su tetti, cofani e parabrezza.

A detta dei «sardinari» di lungo corso il «primo giorno è decisivo per la scelta della postazione da occupare per l'intera stagione». Ecco perché gli habitué di solito giungono sul Sebino di buon mattino, piazzandosi nel posto che occupano da anni. E guai a chi lo tocca. Vige una sorta di regola tacita che, una volta preso, il posto dei pescatori di sardine è intoccabile. Nel timore che ciò accada, lasciano i segni di occupato: un bastone, una forcella o altro. Qualche volta ci scappa pure il litigio.

Queste invece le regole vere da rispettare: 5 chili massimo di agoni a testa, bilancella con maglia del 25, palo di manovra massimo 10 metri, pesca consentita da un'ora prima dell'alba, cioè dalle 4,30 fino ad un'ora dopo il tramonto, in pratica stop alle 22,15, più o meno.

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e.roncalli

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