Mercoledì 04 Luglio 2012

Bianzano, dopo i disordini
due arrestati davanti al giudice

Non si è fermata a Bianzano la rivolta dei profughi africani cominciata sabato e che già aveva fatto registrare due arresti per resistenza a pubblico ufficiale e varie denunce a piede libero, oltre a un carabiniere contuso e a un albergo devastato: lunedì nel tardo pomeriggio gli stessi profughi hanno esteso la loro protesta anche nel nuovo albergo scelto per alloggiarli, a Lizzola, e il bilancio è peggiorato ulteriormente, con altri due nigeriani arrestati e due militari rimasti contusi negli scontri.

A scatenare le tensioni sarebbero state diverse questioni: in particolare il trasferimento improvviso da Bianzano a Lizzola e la lontananza dalla città dove, secondo i cittadini africani in attesa di asilo politico o con ricorso pendente sulla richiesta, si troverebbe lavoro più facilmente. Da sabato gli extracomunitari, in larga parte nigeriani, hanno ricevuto la notizia del trasferimento in un'altra struttura, a causa della chiusura dell'albergo: la notizia però non è stata accolta bene.

Già sabato si erano visti i primi scontri, quando durante il trasferimento ai Colli di San Fermo di cinque africani, due di loro si erano ribellati, spogliandosi in mezzo alla strada e gettandosi a bloccare il traffico: si trattava di B. S. K., ghanese di 26 anni, e J. H. O., nigeriano di 23 anni (lunedì la direttissima, con arresto convalidato senza misure vista l'incensuratezza e processo rinviato al 10 luglio), mentre gli altri tre erano stati denunciati a piede libero. Lunedì, al momento di trasferire tutti gli altri a Lizzola, all'albergo Gioan, la rivolta vera e propria: molti africani piuttosto che accettare lo spostamento si sono denudati minacciando di uccidersi, e diversi altri sono saliti nelle camere devastando tutti gli arredi, nonostante i tentativi della titolare, del figlio e di una collaboratrice di chiudersi a chiave all'interno. Anche delle porte sono state sfondate.

Alla fine l'intervento dei carabinieri in forze ha ripristinato la calma e gli africani, anche se a fatica, sono stati fatti salire sui pulmini e portati a Lizzola. Anche lì la situazione non è però migliorata: dopo un primo momento di calma apparente, appena i carabinieri si sono allontanati, gli africani hanno ripreso la protesta gridando, e la titolare ha richiamato i carabinieri: al loro arrivo due nigeriani, I. O. J., di 22 anni e A. C., di 25, li hanno caricati colpendo due carabinieri (5 giorni ciascuno la prognosi). Dopo una colluttazione i due sono stati arrestati e 5 loro amici denunciati a piede libero.

Uno dei denunciati sarebbe accusato anche di violenza sessuale per un palpeggiamento. Ieri mattina il processo in direttissima hanno respinto le accuse: «Non abbiamo picchiato nessuno, eravamo frustrati per la situazione. Non vogliamo stare lì», hanno spiegato al giudice Ilaria Sanesi. Anche per loro arresto convalidato senza misure: affronteranno il processo, con i testimoni, a partire dal 27 luglio. Intanto alcuni sono accolti a Lizzola e altri al dormitorio del Galgario.

a.ceresoli

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