Lunedì 23 Luglio 2012

L'elisoccorso che si è schiantato
Così il pilota ha evitato una strage

«Non so cos'è successo, ricordo solo che l'elicottero ha virato a destra e ho spento subito il primo motore in volo, mentre il secondo è rimasto acceso, non riuscivo a spegnerlo». Sono le poche parole che il pilota Augusto Stazzonelli, alla guida dell'elicottero del 118 che si è schiantato sabato a Morbegno, ha riferito ad Angelo Giupponi, medico del 118 e presidente dell'associazione Bergamo Elisoccorso.

Il pilota, probabilmente grazie anche a questa manovra, è riuscito ad evitare il peggio: nell'area dalla quale era appena decollato infatti ci sono diverse case e sarebbe bastato un niente per far sì che l'elicottero precipitasse su qualche abitazione anziché nel prato davanti all'asilo.

Giupponi era in elibase a Orio al Serio sabato sera per accogliere i cinque membri dell'équipe trasferiti da Sondrio con l'elicottero di Como. Il medico, l'infermiera e il tecnico del soccorso alpino non erano sul velivolo al momento dell'incidente. Gli unici due feriti sono Stazzonelli, 57 anni originario di Vitorchiano (Viterbo), ma residente a Bergamo, e Stefano Turetta, il tecnico di volo, 50 anni di Supriano (Varese).

Il pilota ha una vertebra incrinata e dovrà tenere un busto per due mesi, mentre il tecnico ha una prognosi di 15 giorni per contusioni a un braccio e una gamba. Entrambi sono stati medicati e dimessi dagli Ospedali Riuniti sabato notte.

La procura nominerà dei consulenti per le perizie sui resti dell'elicottero e probabilmente oggi faranno un sopralluogo a Morbegno anche i tecnici dell'Ente per la sicurezza del volo, che tra le altre cose dovranno stabilire se, in quel punto, i cavi dovevano essere segnalati. La scatola nera sarà sequestrata: lì sono registrati tutti i dati del volo e l'ultima mezz'ora delle conversazioni di bordo. Il magistrato ha aperto un fascicolo per disastro colposo, ma non c'è alcun nome nel registro degli indagati.

Leggi le due pagine dedicate all'argomento su L'Eco di lunedì 23 luglio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata