Mercoledì 01 Agosto 2012

Seriate e il nido Carla Levati:
botta e risposta avvocato-sindacati

La vicenda dell'asilo Carla Levati di Seriate tiene ancora banco, con un botta e risposta fra l'avvocato della Sanitas (che gestiste la struttura) e la Cgil. tema del contendere le richieste del lavoratori. Sono o non sono «assolutamente legittime e nella norma»?


La smentita del legale
Non è vero «che le richieste fatte dai lavoratori del nido erano assolutamente legittime e nella norma». Così il legale della Sanitas ha smentito i sindacati, che martedì erano tornati alla carica per la vicenda del nido Carla Levati di Seriate.

In una nota diffusa mercoledì nel primo pomeriggio l'avvocato Andrea Morone (dello studio Toffoletto De Luca Tamajo e Soci), smentisce di avere mai dichiarato quello che è stato invece riportato nella nota della rappresentanza sindacale.

Le rappresentanze sindacali erano intervenute per sottolineare come nella vicenda si fosse registrato ancora «un nulla di fatto, o meglio ancora nulla di ben fatto». Il nido Levati di Seriate è una struttura gestita da una società di capitali interamente controllata dal Comune, la Sanitas Srl appunto.

E nel comunicato avevano sostenuto che «lo stesso legale di Sanitas ha dichiarato che le richieste fatte dai lavoratori del nido erano assolutamente legittime e nella norma». Ora è arrivata la smentita ufficiale.

La controreplica della Cgil
Dalla smentita alla controreplica della Fp-Cgil il passo è stato breve. «Il legale - si legge in una nota del sindacato - ha smentito di ritenere “le richieste fatte dai lavoratori del nido assolutamente legittime e nella norma”».

«Eppure - prosegue la Cgil - sul “Verbale d'incontro con le rappresentanze sindacali per l'esame congiunto del licenziamento collettivo per riduzione di attività conseguente alla cessazione del servizio asilo nido ‘Carla Levati'”, datato 19 giugno 2012, si legge la seguente dichiarazione dell'avvocato Morone (che Sanitas stessa ha verbalizzato):

“Se un lavoratore nel procedimento di licenziamento collettivo viene considerato in esubero, l'incentivo all'esodo ha una ragione d'essere, è quasi una regola, al di là del danno erariale e finanziario”.

Ricordiamo che “le richieste dei lavoratori del nido” costituivano incentivi all'esodo nel limite dei tre mesi di preavviso: su questo punto il tavolo della trattativa si è rotto».


Nell'allegato il verbale della seduta con le dichiarazioni delle parti

r.clemente

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