Domenica 12 Agosto 2012

«Invalida, ma non abbastanza»
Così Gloria resta senza lavoro

I referti medici degli ospedali Besta e San Raffaele di Milano parlano chiaro. Gloria è una giovane di Fornovo e soffre di epilessia generalizzata. Crisi improvvise che la gettano a terra. Nove pastiglie al giorno arginano il problema, ma non lo risolvono.

«La malattia rimane – racconta la mamma – invalidante secondo la Gazzetta Ufficiale al 46 per cento. Giusto quello che serve per entrare nelle liste speciali del collocamento mirato nelle aziende. Però...».

Però, per entrare nel collocamento mirato occorre produrre una domanda di invalidità all'Inps. E così fa la mamma di Gloria. «Poi di fronte alla commissione medica dell'Asl avviene la sorpresa. Quel 46% diminuisce al 41%. Diminuendo di soli cinque punti mia figlia non può entrare nel collocamento mirato. Non entrando in questa lista, trovare lavoro diventa un incubo poiché in coscienza non si può tacere a un imprenditore che assume il problema di Gloria».

La madre mostra alla commissione Asl le carte dei medici specialisti milanesi, racconta quel che avviene durante le crisi, la frequenza e la mole terapeutica. «Niente. Sembravano non ascoltare – continua la mamma –. Mi hanno pure zittita in malo modo dicendomi che quel che decide la commissione non può essere ribaltato».

Nel frattempo Gloria trova lavoro come dipendente «normale» in una cooperativa sociale. Ma più tardi la cooperativa chiude. Gloria sta per essere licenziata. Il problema si ripresenta. Senza il 46% di invalidità, niente liste speciali. Che fare? Si potrebbe fare ricorso. «Mi sono presentata agli sportelli di un patronato di Treviglio – racconta la signora – e mi hanno chiesto 600 euro per avanzare la pratica. Una cifra per la mia famiglia insopportabile in questo momento».

e.roncalli

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