Domenica 12 Agosto 2012

Associazione Colognola dice no
al declassamento dell'aeroporto

L'«Associazione Colognola per il suo futuro» polemizza con il Comune di Bergamo dopo aver reso pubbliche le cartine delle curve isofoniche dal 2006 a oggi.

«In più occasioni – sottolineano dall'associazione – il Comune di Bergamo ha dimostrato di sapersi muovere meglio come azionista di Sacbo che come garante dei diritti dei cittadini. La pubblicazione delle mappe, più che un'operazione di informazione e di trasparenza, è parsa una "manovra" per cercare quel consenso di cui oggi ha bisogno il Comune di Bergamo e in particolare l'assessore Bandera (che ha gestito la questione), per compiere un'operazione che crediamo non faccia onore all'Amministrazione cittadina: modificare il Piano di governo del territorio, declassando Colognola da quartiere residenziale ad area di rispetto e di rischio aeroportuale, dove il rumore può superare largamente i livelli di normale tollerabilità e dove esiste il rischio di incidenti aerei».

L'associazione ricorda che nel 2003, «il Decreto di Via e il Piano di sviluppo aeroportuale (Psa) avevano creato i presupposti per uno "sviluppo sostenibile" dello scalo, dettando precisi vincoli e prescrizioni, gran parte dei quali purtroppo sono stati disattesi, in tutto o in parte. Per quanto riguarda le rotte di decollo sulla città, già nel febbraio 2012 il Coordinamento dei Comitati aeroporto ne aveva chiesto la revisione, perché la rigorosa applicazione di precisi accorgimenti tecnici (primo fra tutti la partenza da inizio pista) ne garantirebbe il perfezionamento, con sicuri benefici sia per l'inquinamento acustico delle aree residenziali più esposte, sia per la significativa riduzione dell'area soggetta a rischio di incidente aereo. La maggiore criticità della nuova rotta è data dal fatto che essa prevede una virata a bassa quota (300-400 metri dal suolo) su Colognola (dove vivono 5.000 persone) e sulle sue scuole, frequentate ogni giorno da circa 2.000 studenti (si tratta di siti sensibili, ai quali per legge spettano particolari tutele, alla stregua di quelle riconosciute a ospedali e case di cura)».

Secondo l'associazione di Colognola esistono soluzioni alternative - «meno impattanti e più sicure per il territorio» - e quindi chiede ai politici bergamaschi di farsi carico del problema: «Una soluzione accettabile per tutti può essere trovata solo se essi, anziché perseguire consensi e interessi particolaristici, sapranno adottare un atteggiamento equanime nei confronti dell'intera cittadinanza, adoperandosi affinché sia rispettata la normativa esistente, in base alla quale, in presenza di uno scalo, il rumore sotto i 60 decibel (pur disturbando) non dà diritto a particolari tutele». L'associazione chiede al Comune di evitare di «alimentare pericolose tensioni tra i quartieri, perché le decisioni imposte dall'alto con arbitrarie interpretazioni della legge, non possono che dare il via a contenziosi giudiziari, che oggi sono probabilmente l'unica arma rimasta a difesa di Colognola».

e.roncalli

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