Martedì 14 Agosto 2012

Dalle Valli al lago d'Iseo
Gli itinerari tutti da scoprire

Godersi la bellezza e la tranquillità della montagna, lontani dal chiasso delle città. Scoprire la storia, le tradizioni e le arti dei valligiani durante i secoli passati. Per scoprire la storia e i costumi dell'alta Valle Brembana, una gita molto interessante e poco conosciuta è quella che parte da Averara e tocca i borghi antichi della Valmoresca, di Caprile inferiore e superiore e del Losc. Un percorso ad anello della durata di un'ora e mezza, fra antichi edifici, vicoli, torrenti, la chiesa di Madonna della neve e di San Rocco. Un'altra tappa riguarda Valtorta con il suo museo itinerante, che comprende il museo etnografico, i mulini, il maglio, gli ingressi alle miniere e la segheria.

Non solo arte e storia però. C'è anche la possibilità di gustarsi, a più di mille metri di quota in alta Valle Brembana, la cucina a base di pesce. Partiamo da Cusio, un piccolo paese a quota 1.100 metri d'altitudine che sfiora i 300 abitanti, dove è possibile mangiare pesce. Il ristorante di Rossella Paleni, infatti, propone ben 15 antipasti, scampi e gamberi, e come piatti forti il risotto ai frutti di mare e la grigliata mista. Per digerire o per beneficiare di un po' di relax al sole, niente di meglio che i prati dei Piani dell'Avaro, facilmente raggiungibili in auto. Distano 20 minuti circa dalla fine del paese. È possibile gustarsi il pesce anche nel cuore dell'alta valle, e cioè a Piazza Brembana, nel ristorante di Lauro Paleni. Le particolarità sono il pesce crudo e la sciabola.

Un'escursione poco battuta e molta piacevole è quella che parte dal lago di Cassiglio e che conduce fino al Passo Baciamorti (due ore a piedi), passando per la baita del «Foier», in cui è possibile pernottare. Il passo collega Cassiglio alla Val Taleggio e apre la vista sulla Val d'Inferno e il Monte Venturosa. Terminata la camminata, è possibile ricaricare le energie all'«Ostello di Cassiglio», con la classica cucina tipica, o riposando nella zona pic-nic adiacente al lago. Per chi volesse godere di splendidi panorami senza faticare troppo, la seggiovia di Piazzatorre, che porta al monte Torcola, è la soluzione migliore. Sette minuti circa sull'impianto fino a 1.550 metri (6 euro andata e ritorno, 4 solo andata) più mezz'ora a piedi per poter ammirare il Monte Rosa, il Pizzo tre Signori, il Monte Avaro, l'Arera e, nelle sere terse, le luci della pianura Padana. Le escursione più conosciute sono quelle che partono dalle Baite di Mezzeno, nel comune di Roncobello, crocevia per moltissime mete. Si arriva in auto fino a 1.500 metri e si ha la possibilità di raggiungere il Passo di Mezzeno, i Laghi Gemelli, il rifugio Capanna 2000 e il Lago Colombo.

Dalla Val Brembana alla Valle Seriana. Ecco quattro mete poco conosciute e un'ideale giornata (di sole) per raggiungerle. Si parte di buon mattino alla volta delle calchere, le antiche fornaci per la produzione della calce. L'attività, in questa zona, ebbe modo di fiorire fra il Settecento e l'Ottocento grazie alla disposizione delle materie prime: la roccia calcarea e la legna per cuocerle. Poi l'abbandono e il restauro. Oggi si possono visitare quelle in località Righenzuolo (in comune di Songavazzo) e in Val di Tede (Castione della Presolana). Partendo dall'abitato di Onore si raggiungono entrambe e, attraversando boschi e pascoli, scoprire i segni di molte altre calchere abbandonate. Pranzo al sacco e rientro alla volta di Cerete alto. Nel raggiungerlo (in auto) si passa a fianco del ponte in calcestruzzo che collega Songavazzo con l'altopiano di Clusone. Vale una sosta: leggendo il pannello all'imboccatura scoprirete che è il secondo ponte in Europa costruito in cemento armato e che, come tutti i pionieri, ebbe da superare non poche vicissitudini e numerosi ostacoli tecnici.

Avanti due chilometri e nel centro storico di Cerete alto si trova l'antica Cappella dell'Annunciata, la cui storia inizia nel 1483. La piazzetta è incantevole e sulle pareti dell'edificio potrete ammirare affreschi di epoche e pittori diversi, attribuiti alla scuole del Foppa e del Da Cemmo. Cenate con tutta calma. Almeno fino alle 21,30, quando cominciano le osservazioni di «A colloquio con le stelle». Il telescopio si trova in località Predusolo a Castione, dopo una mezz'oretta di cammino su strada sterrata. L'inquinamento luminoso è minimo e la stellata incantevole. Le prossime osservazioni si terranno sabato 18 e venerdì 24 agosto.

Un viaggio nel Basso Sebino che non tradirà le aspettative. Il percorso parte dalla collina di San Giovanni delle Formiche, situata sul territorio di Foresto Sparso, dove troneggia in vetta l'antica chiesa di San Giovanni, di cui esiste documento della presenza già nell'anno 830, affiancata dal monastero dei Frati Serviti. E poi giù verso il lago di Sarnico, dove è possibile apprezzare la Contrada e il centro storico medievale, passeggiare sul lungolago e lanciare un'occhiata al tris di meravigliose ville Liberty opera dell'architetto Giuseppe Summaruga: Surre, Faccanoni e Passeri. La strada fra lago e colline prosegue in direzione Villongo, per Adrara San Martino, dove la bussola si indirizza sul complesso romanico di Sant'Alessandro in Canzanica, del IX secolo e ritenuta tra i luoghi di culto più antichi della Val Calepio. Una storia che le è valsa la qualifica di monumento nazionale. Il borgo di Canzanica si completa nella sua spettacolarità dalla presenza della canonica e di alcuni nuclei rurali.

Dopo Adrara San Martino, si prosegue sulla provinciale in direzione di Adrara San Rocco, in un contesto naturalistico pregevole accompagnato dal torrente Guerna, ricco di sentieri, storie e arte. Da non perdere una visita alla chiesa Mariana della località Costa, che offre una vista interessante sulla vallata. Ma la meta finale è rappresentata dalle ariose praterie dei Colli di San Fermo che, fra baite e cascine, sovrastano la Val Cavallina e il Basso Sebino. Centro del colle è la chiesa di San Fermo, posta a poco di 1000 metri d'altezza.

Su L'Eco di Bergamo del 15 agosto altri itinerari e appuntamenti per il Ferragosto

fa.tinaglia

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