Giovedì 16 Agosto 2012

L'associazione Aiamo precisa:
«Ma i minori rientreranno in patria»

In merito alla vicenda dei trenta bambini russi che potrebbero rischiare di non rientrare in patria per le vote vicende legate alla Wind jet, registriano uhna nota dell'associazione Aiamo. Eccola:

«Gent.mi, con riferimento all'articolo di cui all'oggetto, credo si utile, allo scopo di pubblicare informazioni complete e corrette, precisare quanto segue.

Più associazioni,compresa quella di cui sono presidente, organizzano "Progetti di accoglienza per minori stranieri accompagnati". Il nostro gruppo da alcuni anni si è associato alla sezione lombarda di IARGO Liguria, per economizzare tempi e costi.

I minori durante l'anno vivono in orfanotrofi a causa di disagi familiari e durante il soggiorno in Italia sono accompagnati, e sotto la responsabilità, di educatori scelti dalle amministrazioni dei Paesi di provenienza. I minori, dunque, non sono orfani, ma vivono situazioni di pesanti disagi familiari e sociali. I minori possono arrivare da diversi Paesi stranieri, purchè ci sia un accordo tra le autorità governative.

La predisposizione dei progetti e il nulla osta all'accoglienza sono vincolati a regole, giustamente, molto rigide, a tutela dei minori stessi. Il Comitato per i Minori Stranieri di Roma, che legge per conoscenza, verifica la correttezza delle procedure, e rilascia il nulla osta per l'ospitalità, a fronte del visto d'ingresso dell'Ambasciata Italiana a Mosca.

Comprendo la necessità, in periodo di ferie, di riempire gli spazi con un articolo a 6 colonne (9 con la fotografia), ma non credo proprio che il governo italiano abbia voglia di rischiare, a causa della vicenda Wind Jet, un incidente diplomatico con la Federazione Russa trattenendo i minori oltre il termine del progetto. E' evidente che i minori ritorneranno in Patria entro il termine previsto; se questo non sarà possibile, gli organi di competenza italiani si muoveranno, come sempre, a tutela dei minori, nel rispetto della legalità e della trasparenza, e le associazioni potranno continuare il loro lavoro. Il Comitato Minori Stranieri ha sempre lavorato a supporto delle associazioni, per risolvere i problemi, non per crearli.

Ancora una volta, forse, la ricerca della notizia e dello scoop, non ha tenuto conto di qualche elemento tecnico importante. Sicuramente la "lacrima di quando il bambino riparte" (citata anche nell'articolo) può sempre tornare utile per commuovere eventuali benefattori, ma chi opera nel settore ben conosce la complessità dei problemi legati al disagio minorile, che non si risolvono con l'emotività, ma attivando percorsi di recupero sul medio-lungo periodo, sempre in accordo con i Paesi di provenienza. Ringrazio per l'attenzione e chiedo la cortesia di pubblicare quanto ho scritto».

Cordiali saluti

Daniela Pominelli
presidente A.I.A.M.O.Italia onlus
Castelli Calepio - BG

a.ceresoli

© riproduzione riservata